Non tutte le famiglie che si prendono cura di un anziano non autosufficiente hanno bisogno, o sono pronte, per un ingresso definitivo in struttura. Spesso serve invece una soluzione ponte: qualche settimana in cui l'anziano venga assistito professionalmente, mentre il caregiver recupera energie, affronta un imprevisto personale o gestisce una fase delicata come il rientro da un ricovero ospedaliero. È qui che entra in gioco il ricovero di sollievo, uno strumento meno conosciuto dell'ingresso definitivo in RSA, ma altrettanto utile.
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Il ricovero di sollievo, spesso chiamato anche "mese di sollievo", è un soggiorno temporaneo in una RSA, in una casa di riposo o in un centro diurno, destinato a persone anziane non autosufficienti o con disabilità grave. Ha una durata generalmente compresa tra i 14 e i 30 giorni, anche se può arrivare fino a 60 giorni a seconda della struttura e della regolamentazione regionale. Serve a due scopi principali: dare un periodo di pausa al caregiver familiare, e garantire assistenza qualificata quando l'assistenza a domicilio non è temporaneamente possibile, ad esempio dopo una dimissione ospedaliera o durante un'emergenza personale del caregiver.
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Quando un anziano viene dimesso dall'ospedale ma ha ancora bisogno di un periodo di convalescenza o riabilitazione prima di poter tornare in sicurezza a casa, il ricovero di sollievo permette di colmare questo periodo intermedio con assistenza qualificata.
Quando chi assiste quotidianamente l'anziano ha bisogno di riposare, affrontare un problema di salute proprio o semplicemente prendersi una pausa, il ricovero di sollievo consente di continuare a garantire assistenza alla persona non autosufficiente senza dover ricorrere subito a un ingresso definitivo.
Se il caregiver principale, familiare o badante, diventa improvvisamente indisponibile per malattia o altri motivi imprevisti, il ricovero di sollievo offre una soluzione rapida per non lasciare l'anziano privo di assistenza.
In alcuni casi, un periodo temporaneo in struttura aiuta la famiglia e i professionisti sanitari a valutare con più chiarezza il livello di assistenza realmente necessario, prima di decidere se procedere con un ingresso stabile.
Il servizio è pensato principalmente per anziani non autosufficienti, che a causa dell'età hanno un livello di autonomia compromesso e necessitano di supporto continuo per l'igiene personale, la mobilità e la gestione dei pasti. Vi rientrano anche le persone con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell'articolo 3 della Legge 104, i pazienti dimessi da un ricovero ospedaliero che necessitano di un periodo di riabilitazione non gestibile a domicilio, e più in generale chiunque, per un periodo limitato, non possa essere assistito adeguatamente dai propri familiari o caregiver.
Anche le persone autosufficienti possono, in linea di principio, usufruire di un ricovero temporaneo, ma in questo caso generalmente non sono previste agevolazioni economiche da parte della Regione o degli enti locali, e il costo resta interamente a carico della famiglia.
La richiesta va presentata tramite il medico di base o i servizi sociali del Comune di residenza. È necessaria una valutazione sanitaria e sociale che certifichi l'effettiva necessità del ricovero temporaneo, generalmente svolta da un'Unità di Valutazione Geriatrica (UVG), un'équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri e assistenti sociali. La procedura coinvolge l'ASL e i servizi sociali territoriali, che si occupano della presa in carico e dell'eventuale assegnazione del posto nella struttura convenzionata disponibile.
In questo caso è possibile rivolgersi direttamente alla struttura scelta, verificando prima la disponibilità di un posto per ricoveri temporanei. È comunque richiesta una documentazione medica del proprio medico curante che attesti lo stato di salute e la necessità di assistenza, ma la procedura è generalmente più rapida e non richiede il passaggio attraverso l'ASL o i servizi sociali comunali.
Il costo di un ricovero di sollievo interamente privato si aggira generalmente intorno ai 100 € al giorno, una cifra giustificata dall'assistenza continuativa 24 ore su 24, dal vitto, dall'alloggio e dalle cure fornite. Nelle strutture convenzionate con il SSN, invece, è spesso prevista una retta ridotta a carico della famiglia o dell'assistito, mentre la parte restante viene coperta dal Fondo regionale per la non autosufficienza. In alcuni casi, in particolare per i ricoveri temporanei post-dimissione ospedaliera, la spesa può essere interamente a carico del Fondo regionale per un massimo di 30 giorni, se l'Unità di Valutazione Geriatrica ritiene che ne ricorrano le condizioni.
Le regole specifiche su importi, durate massime e condizioni di accesso variano da Regione a Regione: è sempre necessario verificare la situazione con i servizi sociali del proprio Comune o con la struttura scelta.
Rilasciato dal medico curante o da uno specialista, deve attestare lo stato di salute della persona e la necessità del ricovero temporaneo.
Comunicare fin da subito se si prevede un soggiorno di pochi giorni, di alcune settimane o di un mese intero aiuta la struttura a valutare la disponibilità e a organizzare correttamente l'accoglienza.
Specificare se si tratta di una dimissione ospedaliera, di un'esigenza di sollievo per il caregiver o di un'emergenza improvvisa permette alla struttura, o ai servizi sociali, di indirizzare la richiesta nel modo più appropriato.
È utile chiedere esplicitamente se la retta è calcolata su base giornaliera o mensile, e se sono previsti costi aggiuntivi non inclusi nella quota base.
Quando si contattano più strutture per verificare la disponibilità di un posto per ricovero temporaneo, è utile essere il più possibile specifici fin dal primo contatto: indicare il quadro clinico dell'anziano, la durata prevista e il motivo della richiesta permette di ricevere risposte più rapide e pertinenti, invece di messaggi generici che spesso restano senza riscontro tempestivo.
Generalmente tra i 14 e i 30 giorni, anche se alcune strutture o regolamentazioni regionali consentono soggiorni più lunghi, fino a 60 giorni, in base alle esigenze specifiche della persona e della famiglia.
Non sempre. Nelle strutture convenzionate con il SSN è spesso prevista una retta ridotta, con il resto a carico del Fondo regionale per la non autosufficienza; nei ricoveri privati, il costo (generalmente intorno ai 100 € al giorno) è interamente a carico della famiglia.
Non è necessaria una patologia specifica, ma è sempre richiesta una documentazione medica che attesti lo stato di salute della persona e la necessità di assistenza temporanea, oltre a una valutazione sociale nel caso delle strutture convenzionate.
Nelle strutture private è generalmente possibile attivare il servizio più rapidamente, verificando la disponibilità diretta con la struttura. Nel percorso pubblico o convenzionato, i tempi dipendono dalla valutazione dell'ASL e dei servizi sociali, che può richiedere più giorni.
Di norma l'anziano rientra al proprio domicilio, con la ripresa dell'assistenza familiare o della badante. In alcuni casi, se durante il soggiorno emerge la necessità di un livello di assistenza superiore, la famiglia può valutare, insieme ai professionisti coinvolti, l'opportunità di un ingresso definitivo in struttura.
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