Perdita dell'udito e della vista negli anziani


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Perdita dell'udito e della vista negli anziani
Perdita dell'udito e della vista negli anziani

Con l'avanzare dell'età, la vista e l'udito tendono a peggiorare in modo lento e graduale, tanto che spesso è la persona stessa a rendersene conto per ultima, mentre familiari e amici notano da tempo i primi segnali. Questa lentezza nell'accorgersene, unita a un certo imbarazzo diffuso nel parlarne, fa sì che molti anziani rimandino per anni una valutazione specialistica, con conseguenze che vanno ben oltre il semplice disagio quotidiano.

Perdita di udito e vista: la risposta in breve

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Tra il 50% e il 75% delle persone sopra i 70 anni presenta problemi di udito, principalmente sotto forma di presbiacusia, la perdita graduale della capacità uditiva legata all'età. Sul fronte della vista, dopo i 65 anni aumentano in modo significativo condizioni come la cataratta, il glaucoma e la degenerazione maculare senile. Entrambi i disturbi tendono a svilupparsi silenziosamente, spesso senza che la persona stessa se ne accorga in tempo, e questo ritardo nella diagnosi ha conseguenze concrete: isolamento sociale, aumento del rischio di cadute e un possibile legame con un declino cognitivo più precoce.

La perdita dell'udito: la presbiacusia

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La presbiacusia è la forma più comune di calo uditivo legato all'età: è un fenomeno progressivo, bilaterale e spesso silente, che colpisce la maggior parte delle persone anziane in misura diversa. In realtà, il processo di invecchiamento delle cellule dell'apparato uditivo comincia già dopo i 18 anni per tutti; sono fattori come la genetica, l'esposizione a inquinamento acustico nel corso della vita e la presenza di altre patologie a determinare quando i primi sintomi diventeranno evidenti. Tipicamente, si perde per prima la capacità di percepire i suoni a frequenza molto alta, per poi estendersi gradualmente alle frequenze più basse.

Perché passa spesso inosservata

Uno degli aspetti più insidiosi della presbiacusia è che chi ne soffre è spesso l'ultimo ad accorgersene: sono i familiari e le persone vicine a notare per primi che il volume della televisione si alza sempre di più, o che la persona fatica a seguire una conversazione in un ambiente rumoroso. A questo si aggiunge, in molti casi, un imbarazzo genuino nell'ammettere il problema, che porta a rimandare la visita specialistica anche per anni.

Le conseguenze di una diagnosi tardiva

Una perdita uditiva non trattata non è solo un disagio comunicativo: è associata a un aumento del rischio di isolamento sociale, solitudine e frustrazione, a un possibile declino cognitivo più precoce, e a un rischio maggiore di cadute, spesso legate proprio alla ridotta percezione dell'ambiente circostante, con la frattura del femore come conseguenza più temuta.

Diagnosi e gestione

Il percorso diagnostico parte generalmente dal medico di base, che indirizza verso un otorinolaringoiatra e, se necessario, verso un audiologo per test specifici, non invasivi, in grado di confermare la presenza e il grado del deficit uditivo. L'uso di apparecchi acustici, insieme a programmi di riabilitazione uditiva quando indicati, può migliorare in modo significativo la qualità della vita e ridurre il rischio di complicazioni cognitive e psicologiche legate all'isolamento.

I cambiamenti della vista legati all'età

Presbiopia

È generalmente il primo segnale di invecchiamento della vista, e si manifesta già intorno ai 40-45 anni. È causata dalla progressiva perdita di elasticità del cristallino, che riduce la capacità di mettere a fuoco gli oggetti vicini.

Cataratta

Consiste nell'opacizzazione progressiva del cristallino, con conseguente visione offuscata e riduzione dell'acuità visiva. È particolarmente diffusa dopo i 65 anni ed è, a livello globale, una delle principali cause di deficit visivo, ma è anche una delle condizioni più efficacemente trattabili, attraverso un intervento chirurgico.

Glaucoma

È una malattia cronica che danneggia progressivamente il nervo ottico. Una delle sue caratteristiche più pericolose è che resta spesso asintomatica fino alle fasi avanzate, quando parte del danno visivo può già essere irreversibile: proprio per questo, la diagnosi precoce tramite controlli oculistici regolari è particolarmente importante.

Degenerazione maculare legata all'età (AMD)

Colpisce la macula, la parte della retina responsabile della visione centrale e dei dettagli fini. Esiste una forma secca, più comune e generalmente a progressione lenta, e una forma umida, meno frequente ma responsabile della maggior parte dei casi di perdita grave della vista legata a questa condizione, per la sua possibile evoluzione più rapida e aggressiva.

Retinopatia diabetica

Riguarda le persone con diabete e può compromettere progressivamente i piccoli vasi sanguigni della retina, fino a mettere a rischio la vista nei casi più avanzati. Richiede un monitoraggio oculistico attivo e regolare, in particolare nelle persone con diabete di lunga data.

Secchezza oculare cronica

Più frequente nelle donne dopo i 50 anni, è legata a una ridotta produzione o qualità delle lacrime, e pur non essendo una condizione grave, può incidere significativamente sul comfort visivo quotidiano.

Quando la perdita della vista richiede attenzione urgente

Una perdita improvvisa della vista, anche parziale o in un solo occhio, non va mai sottovalutata: può essere il segnale di condizioni che richiedono un intervento medico tempestivo, come un ictus o un attacco ischemico transitorio, un attacco acuto di glaucoma, un distacco della retina o un'emorragia retinica. In questi casi è opportuno rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso oculistico, senza attendere.

Perché non conviene rimandare i controlli

Sia per l'udito sia per la vista, il denominatore comune è che gran parte del danno diventa evidente solo quando è già in fase avanzata. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre l'80% dei deficit visivi nel mondo sarebbe evitabile con una diagnosi e una gestione tempestive. Un controllo regolare dell'udito e della vista, anche in assenza di sintomi evidenti, resta quindi uno degli strumenti di prevenzione più semplici ed efficaci a disposizione delle persone anziane e delle loro famiglie.

FAQ: Domande frequenti

A che età conviene iniziare a controllare regolarmente udito e vista?

Non esiste un'età fissa valida per tutti, ma è opportuno intensificare i controlli a partire dai 60-65 anni, o prima in presenza di fattori di rischio specifici come il diabete o una storia familiare di problemi oculari o uditivi. Il proprio medico di base può indicare la frequenza più adatta caso per caso.

Perché molti anziani non si accorgono di avere un calo dell'udito?

Perché la presbiacusia è un processo lento e graduale, e chi ne è affetto tende ad adattarsi progressivamente senza rendersi conto del cambiamento. Spesso sono i familiari a notare per primi i segnali, come il volume troppo alto della televisione o la difficoltà a seguire una conversazione.

Il glaucoma dà sempre dei sintomi?

No, ed è proprio questo il motivo per cui è pericoloso: nella maggior parte dei casi resta asintomatico fino alle fasi avanzate della malattia. Solo un controllo oculistico regolare permette di individuarlo precocemente.

La cataratta si può curare?

Sì, la cataratta è una delle condizioni oculari più efficacemente trattabili, attraverso un intervento chirurgico che sostituisce il cristallino opacizzato con uno artificiale, generalmente con ottimi risultati sulla qualità della vista.

Cosa devo fare se perdo improvvisamente la vista, anche solo in parte?

È necessario rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso oculistico, senza aspettare che il sintomo passi da solo, perché potrebbe trattarsi di una condizione che richiede un intervento medico urgente.

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