Molte famiglie scoprono l'esistenza dell'invalidità civile solo quando un genitore anziano comincia ad avere difficoltà concrete nella vita quotidiana, e si chiedono da dove cominciare per ottenerne il riconoscimento. La procedura è la stessa prevista per il resto della popolazione, ma per chi ha superato i 67 anni cambia un aspetto importante: il criterio con cui viene valutata la condizione della persona.
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L'invalidità civile è una condizione riconosciuta dall'INPS, tramite una commissione medica, sulla base delle patologie e delle menomazioni di una persona. Per chi ha superato i 67 anni, a differenza della popolazione più giovane, la valutazione non si basa sulla riduzione della capacità lavorativa, ma sulla capacità di svolgere i compiti propri della propria età. La procedura prevede tre passaggi principali: il certificato medico introduttivo compilato dal medico curante, la domanda amministrativa all'INPS, e la visita da parte della commissione medica ASL-INPS che assegna la percentuale di invalidità. In base alla percentuale riconosciuta, e nel rispetto di specifici limiti di reddito, si ha accesso a prestazioni economiche diverse, dall'assegno mensile di assistenza alla pensione di inabilità, fino all'indennità di accompagnamento per chi non è autosufficiente.
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Per la popolazione in età lavorativa, la percentuale di invalidità civile misura la riduzione permanente della capacità di svolgere un lavoro. Per le persone che hanno superato i 67 anni, questo criterio non avrebbe senso, e viene sostituito da una valutazione della capacità di svolgere le normali attività proprie della propria età: un criterio pensato per riflettere meglio l'impatto reale delle patologie sulla vita quotidiana di una persona anziana, piuttosto che sulla sua presunta capacità lavorativa residua.
Il medico curante compila e invia telematicamente all'INPS un certificato che attesta le patologie e le menomazioni del richiedente. Questo documento genera un codice univoco necessario per proseguire con la domanda, ed è valido 90 giorni dalla presentazione. Senza questo certificato non è possibile avviare la procedura.
Una volta ottenuto il codice del certificato, la domanda si presenta tramite il portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendosi a un patronato abilitato, che offre assistenza gratuita in tutte le fasi della pratica. È possibile anche contattare telefonicamente il Contact Center INPS per informazioni.
Dopo l'invio della domanda, l'INPS convoca il richiedente per una visita davanti alla commissione medica ASL-INPS, che valuta la documentazione clinica e stabilisce la percentuale di invalidità riconosciuta, secondo le tabelle ministeriali di riferimento. L'esito viene comunicato tramite un verbale, inviato per raccomandata o all'indirizzo PEC indicato dal richiedente.
A queste percentuali non corrisponde una prestazione economica diretta, ma si ha comunque diritto ad alcune agevolazioni, come l'esenzione dal ticket sanitario per specifiche prestazioni.
Superata questa soglia si apre l'accesso all'assegno mensile di assistenza, una prestazione economica erogata a chi rispetta specifici limiti di reddito e non svolge attività lavorativa. È una soglia importante perché rappresenta il primo vero sostegno economico diretto collegato all'invalidità civile.
Con il riconoscimento dell'invalidità civile al 100%, si ha diritto alla pensione di inabilità civile, anch'essa soggetta a un limite di reddito personale. È importante sapere che il 100% da solo non è sufficiente per ottenere anche l'indennità di accompagnamento: serve un riconoscimento specifico aggiuntivo, descritto nel paragrafo successivo.
Quando la commissione medica certifica esplicitamente che la persona non è in grado di deambulare senza l'aiuto di un accompagnatore, oppure non riesce a compiere da sola gli atti quotidiani della vita (alimentarsi, vestirsi, curare la propria igiene), scatta il diritto all'indennità di accompagnamento. A differenza delle altre prestazioni di invalidità civile, questa indennità non ha limiti di reddito ed è compatibile con qualsiasi pensione o attività lavorativa.
Un dubbio frequente riguarda il motivo per cui, in presenza di più patologie, le percentuali non si sommano semplicemente tra loro. Il sistema italiano applica infatti un calcolo non additivo: più alta è la percentuale di invalidità di partenza, minore è il peso che viene attribuito alle patologie aggiuntive nel calcolo complessivo. Per questo motivo, raggiungere percentuali molto alte, come il 100%, richiede spesso una documentazione medica molto solida e dettagliata per ciascuna patologia presente.
Chi percepisce la pensione di invalidità civile e ha superato i 67 anni può avere diritto a una maggiorazione sociale aggiuntiva, entro specifici limiti di reddito personale o, se coniugato, di reddito cumulato con il coniuge. Questa maggiorazione si somma alla pensione di base, aumentando l'importo complessivo mensile percepito, sempre nel rispetto delle soglie di reddito previste dalla normativa vigente.
Se il verbale della commissione medica assegna una percentuale ritenuta non corrispondente alla reale condizione di salute della persona, è possibile presentare ricorso, generalmente supportati da un patronato o da un legale esperto in materia. È diverso il caso in cui la condizione della persona peggiori successivamente al riconoscimento: in questa situazione va presentata una domanda di aggravamento, e non un ricorso, per chiedere una nuova valutazione della percentuale sulla base delle mutate condizioni di salute.
È in atto una riforma del sistema di accertamento della disabilità, che introduce una nuova "Valutazione di Base" gestita esclusivamente dall'INPS, con l'obiettivo di semplificare e uniformare la procedura su tutto il territorio nazionale entro il 2027. La riforma è attualmente in fase sperimentale in alcune province, mentre nel resto del Paese la procedura tradizionale, descritta in questo articolo, resta invariata. Anche nelle province coinvolte dalla sperimentazione, per le persone che hanno già compiuto 70 anni con patologie croniche e una riduzione progressiva dell'autonomia, la procedura tradizionale continua ad applicarsi fino al 31 dicembre 2027.
No. Dopo i 67 anni, la valutazione non considera più la capacità lavorativa residua, ma la capacità di svolgere le normali attività proprie della propria età.
No. Il 100% di invalidità dà diritto alla pensione di inabilità civile, ma l'indennità di accompagnamento richiede un riconoscimento aggiuntivo e specifico da parte della commissione medica, relativo all'impossibilità di deambulare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita.
Sì, è il primo passaggio obbligatorio: senza questo certificato, compilato e inviato telematicamente dal medico curante, non è possibile avviare la domanda di riconoscimento dell'invalidità civile.
Va presentata una domanda di aggravamento, distinta dal ricorso, per chiedere una nuova valutazione della percentuale di invalidità sulla base delle condizioni di salute attuali.
I patronati offrono assistenza gratuita in tutte le fasi della procedura, dalla raccolta della documentazione alla presentazione della domanda, fino all'eventuale accompagnamento alla visita medica e alla gestione di un ricorso in caso di verbale ritenuto non corretto.
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