Bonus anziani 850€ INPS: requisiti, domanda, scadenze 2026


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Bonus anziani 850€ INPS: requisiti, domanda, scadenze 2026
Bonus anziani 850€ INPS: requisiti, domanda, scadenze 2026

Molte famiglie che assistono un genitore o un parente anziano non autosufficiente sentono parlare del "bonus anziani da 850 euro", ma spesso non è chiaro a chi spetti davvero, come si richiede e come vada utilizzato. Si tratta della Prestazione Universale, una misura sperimentale dell'INPS pensata per sostenere l'assistenza domiciliare degli anziani con i bisogni più gravi. In questa guida vediamo requisiti, importi, modalità di domanda e scadenze aggiornate al 2026.

Cos'è il bonus anziani 850€: la risposta in breve

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La Prestazione Universale è una misura sperimentale INPS, attiva dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026 (art. 34, D.lgs. 29/2024), rivolta agli over 80 non autosufficienti con un livello di bisogno assistenziale molto elevato. Assorbe l'indennità di accompagnamento già percepita e la integra con una quota aggiuntiva fino a 850 € al mese, chiamata "assegno di assistenza", da utilizzare esclusivamente per pagare una badante regolarmente assunta o per acquistare servizi di assistenza domiciliare non sanitaria. Sommando le due quote, il sostegno totale può arrivare fino a circa 1.400 € al mese. Non è una misura automatica: va richiesta e rispetta requisiti sanitari, economici e amministrativi precisi.

I 4 requisiti necessari (tutti insieme)

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Per ottenere la Prestazione Universale devono essere soddisfatti contemporaneamente tutti i seguenti requisiti:

  1. Età: aver compiuto almeno 80 anni (è sufficiente raggiungere questa età anche nel corso del mese in cui si presenta la domanda).
  2. Bisogno assistenziale gravissimo: una condizione di non autosufficienza molto grave, certificata dall'INPS secondo i criteri del DM 155/2024. Rientrano tipicamente situazioni che richiedono assistenza continua 24 ore su 24, anche da più persone contemporaneamente, o condizioni in cui l'interruzione anche breve dell'assistenza potrebbe causare gravi complicanze. La valutazione avviene tramite un doppio criterio: sanitario (basato sui parametri del decreto ministeriale del 26 settembre 2016) e sociale (tramite un questionario sul contesto assistenziale e familiare compilato in fase di domanda).
  3. ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 €: è possibile utilizzare l'ISEE sociosanitario ristretto, che considera nel nucleo familiare solo il beneficiario, il coniuge e gli eventuali figli ancora fiscalmente a carico.
  4. Titolarità dell'indennità di accompagnamento, attiva e non sospesa al momento della domanda: se l'accompagnamento viene revocato o sospeso, decade anche la Prestazione Universale.

Quanto vale il bonus nel 2026

La Prestazione Universale si compone di due parti:

Una quota fissa, corrispondente all'indennità di accompagnamento già percepita (circa 552 € al mese nel 2026, secondo la rivalutazione automatica)

Una quota integrativa, l'"assegno di assistenza", pari a 850 € al mese, erogata nei limiti delle risorse disponibili

Sommando le due componenti, il sostegno totale può arrivare fino a circa 1.400 € al mese. Va tenuto presente che l'assegno di assistenza non è una somma liberamente utilizzabile: è vincolata a specifiche finalità, descritte nel paragrafo successivo.

Come si può usare l'assegno di assistenza da 850€

L'importo di 850 € non può essere speso liberamente (ad esempio per bollette, affitto o spese generiche). Può essere utilizzato, in alternativa, per:

Retribuire un lavoratore domestico con mansioni di assistenza alla persona (una badante), regolarmente assunto secondo il CCNL Lavoro Domestico, con un contratto di almeno 15 ore settimanali;

Acquistare servizi di cura e assistenza sociale non residenziale da imprese o professionisti qualificati, secondo la programmazione regionale e locale, esclusi i servizi di natura sanitaria o infermieristica.

Le due modalità sono alternative: non possono essere utilizzate contemporaneamente nello stesso mese. È inoltre importante sapere che la Prestazione Universale è incompatibile con eventuali contributi per l'assistenza domiciliare erogati dagli Ambiti Territoriali Sociali (ATS): se già percepiti, occorre rinunciarvi per accedere al nuovo beneficio.

Come fare domanda

La domanda per la Prestazione Universale si presenta esclusivamente in via telematica, in uno dei seguenti modi:

- Direttamente sul portale INPS, nella sezione dedicata "Decreto Anziani – Prestazione Universale", autenticandosi con SPID, CIE o CNS (proprio o della persona da assistere);
- Rivolgendosi a un patronato abilitato, che può presentare la domanda per conto del richiedente offrendo assistenza gratuita nella compilazione e nell'invio.

Alla domanda vanno allegati: ISEE sociosanitario in corso di validità, documentazione relativa all'indennità di accompagnamento, certificazioni sanitarie e il questionario assistenziale richiesto per la valutazione del bisogno gravissimo.

Cosa succede dopo l'invio: l'INPS effettua un controllo sui requisiti tramite il Centro Medico Legale, che valuta la documentazione sanitaria; se necessario, il richiedente può essere contattato per integrare i documenti. I tempi di elaborazione indicati sono di circa 30 giorni dalla presentazione. In caso di accoglimento, il beneficiario riceve una lettera di riconoscimento del bisogno assistenziale gravissimo e una lettera di liquidazione con importo e decorrenza.

Scadenze da tenere a mente

Periodo per presentare la domanda: dal 2 gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, in qualsiasi momento dell'anno, purché si posseggano già tutti i requisiti.

Decorrenza della prestazione: dal mese di presentazione della domanda, se i requisiti sono soddisfatti (non c'è quindi convenienza ad aspettare, una volta maturati i requisiti).

Rendicontazione delle spese: dopo l'accoglimento, è necessario documentare l'uso dell'assegno di assistenza (buste paga, contributi versati, fatture dei servizi acquistati). Sono previste scadenze di rendicontazione trimestrali per la gestione ordinaria e un termine di 30 giorni dalla notifica di accoglimento per il pagamento degli arretrati.

Fine della sperimentazione: la misura, in via sperimentale, termina il 31 dicembre 2026, salvo eventuali proroghe che dovessero essere disposte dal Governo.

La mancata rendicontazione delle spese, o l'uso dell'assegno per finalità diverse da quelle previste, comporta la decadenza dal beneficio e il possibile recupero delle somme non giustificate. È quindi fondamentale conservare con cura tutta la documentazione relativa al rapporto di lavoro con la badante o al servizio di assistenza acquistato.

FAQ: Domande frequenti

Chi ha diritto al bonus anziani da 850€?

Gli anziani che hanno almeno 80 anni, si trovano in una condizione di bisogno assistenziale gravissimo certificata dall'INPS, hanno un ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 € e sono già titolari dell'indennità di accompagnamento attiva.

Gli 850€ si possono usare liberamente?

No. Devono essere destinati esclusivamente al pagamento di un lavoratore domestico regolarmente assunto per l'assistenza alla persona (minimo 15 ore settimanali) oppure all'acquisto di servizi di assistenza sociale non residenziale da imprese o professionisti qualificati.

La domanda va presentata dall'anziano o può farla un familiare?

La domanda si presenta con l'identità digitale dell'interessato (SPID, CIE o CNS), ma può essere gestita anche da un familiare o da un amministratore di sostegno per suo conto, oppure inviata tramite un patronato abilitato.

Cosa succede se non documento correttamente le spese sostenute con l'assegno di assistenza?

La mancata rendicontazione, o l'uso dell'importo per finalità diverse da quelle previste, comporta la decadenza dal beneficio e il possibile recupero delle somme non giustificate da parte dell'INPS.

Posso ricevere la Prestazione Universale insieme ai contributi degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS)?

No. Le due misure sono incompatibili: se si percepiscono già contributi ATS per l'assistenza domiciliare, occorre rinunciarvi per accedere alla Prestazione Universale.

Entro quando bisogna fare domanda?

La domanda può essere presentata in qualsiasi momento tra il 2 gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026, a condizione che tutti i requisiti siano già soddisfatti. La prestazione decorre dal mese di presentazione della domanda, quindi conviene fare domanda non appena si posseggono i requisiti, senza attendere.

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