Quando si inizia a cercare una RSA, ci si accorge presto che i termini "pubblica", "convenzionata" e "privata" vengono usati in modo un po' confuso, anche dalle stesse strutture. La differenza però non è solo terminologica: cambia il percorso da seguire per entrare, i tempi di attesa reali e, in parte, anche il costo finale per la famiglia. Capire bene queste differenze prima di iniziare la ricerca evita di perdere tempo prezioso proprio nei momenti in cui ce n'è meno.
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La RSA pubblica è gestita direttamente da un ente pubblico o dal servizio sanitario regionale, con rette calmierate secondo un tariffario ufficiale. La RSA convenzionata (o accreditata) è una struttura privata che ha stipulato un accordo con il Servizio Sanitario Nazionale o con l'Azienda Tutela della Salute territoriale: la Regione copre la quota sanitaria, mentre la famiglia paga la quota sociale/alberghiera. La RSA privata non convenzionata non ha alcun accordo con il pubblico: la retta è interamente a carico della famiglia, ma in cambio l'accesso è generalmente immediato, senza le liste d'attesa tipiche del percorso pubblico e convenzionato.
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La differenza più significativa tra le tre tipologie non riguarda tanto la qualità dell'assistenza, quanto il percorso necessario per ottenere un posto.
Per accedere a un posto pubblico o convenzionato è necessaria una valutazione da parte dei servizi sociosanitari territoriali, generalmente attivata dal medico di base o dal medico ospedaliero in caso di dimissione. A seconda della Regione, questa valutazione multidimensionale prende nomi diversi (UVMD nel Lazio, SVaMA in Veneto, UVG in altre Regioni), ma la logica è sempre la stessa: un'équipe stabilisce il livello di bisogno assistenziale della persona e la inserisce in una graduatoria, spesso chiamata Registro Unico Residenzialità o con nomi analoghi a seconda del territorio. L'ingresso avviene poi in base allo scorrimento di questa graduatoria e alla disponibilità reale di posti compatibili con il profilo della persona.
Per un posto privato non convenzionato, il percorso è molto più diretto: si contatta la struttura, si verifica la disponibilità e si organizza l'ingresso, senza dover passare dalla valutazione dell'ASL. Questo rende il percorso privato nettamente più rapido, ma comporta che l'intero costo resti a carico della famiglia.
I tempi di attesa per un posto convenzionato variano moltissimo da territorio a territorio, ed è utile avere un'idea concreta prima di iniziare la ricerca. A Milano, ad esempio, i profili ad alta intensità assistenziale hanno generalmente priorità, ma comunque richiedono mediamente dai 3 agli 8 mesi per un posto contrattualizzato, mentre per i profili assistenziali medi l'attesa media in città sale a 8-10 mesi, talvolta di più; un posto privato, quando disponibile, si ottiene invece generalmente in pochi giorni. Nel Lazio, le liste d'attesa per i posti convenzionati vanno dai 6 ai 24 mesi, con punte più alte nelle aree di Roma e Viterbo, mentre per le strutture private l'attesa è generalmente molto più contenuta. A Roma, inoltre, il sistema è ulteriormente frammentato: ogni ASL gestisce il proprio percorso con regole leggermente diverse, e i tempi reali dipendono anche dalla ASL di residenza, dal livello assistenziale riconosciuto e dalla struttura scelta.
Questi numeri, per quanto specifici di alcune città, danno un'idea realistica di un fenomeno diffuso in gran parte d'Italia: il percorso pubblico e convenzionato è quasi sempre quello con i tempi più lunghi, proprio perché è anche quello economicamente più accessibile per la famiglia.
Sul fronte economico, la RSA pubblica applica generalmente rette calmierate secondo tariffari regionali. La RSA convenzionata comporta per la famiglia il pagamento della sola quota sociale/alberghiera, con la quota sanitaria coperta dal SSN: a titolo di esempio, nel Lazio questa quota si aggira tra 1.800 € e 2.200 € al mese. La RSA privata non convenzionata, non avendo alcuna copertura pubblica, ha rette sensibilmente più alte, che nello stesso territorio possono variare tra 2.500 € e 4.000 € al mese, con variazioni significative anche da una città all'altra e da una struttura all'altra.
Indipendentemente dalla tipologia di struttura, è frequente che alla retta base si aggiungano costi ulteriori non sempre evidenti al primo contatto: pannoloni oltre una certa quantità, farmaci specifici non coperti, servizio di parrucchiere, sedute di fisioterapia aggiuntive, accompagnamento a visite specialistiche esterne. Questi extra possono aggiungere complessivamente dai 200 € ai 600 € al mese alla spesa prevista, motivo per cui è sempre importante richiedere un elenco scritto dettagliato di cosa è incluso nella retta e cosa viene invece fatturato a parte, prima di firmare qualunque contratto.
Una strategia molto diffusa tra le famiglie, soprattutto dove i tempi di attesa per i posti convenzionati sono lunghi, consiste nell'iscriversi alle liste d'attesa delle strutture convenzionate di proprio interesse con largo anticipo, anche uno o due anni prima che il bisogno diventi effettivo. Restare in lista non comporta alcun obbligo: se il posto viene offerto in un momento in cui non serve ancora, o in una struttura che nel frattempo non convince più, è sempre possibile rifiutarlo senza perdere la possibilità di essere ricontattati in futuro, a seconda delle regole della specifica graduatoria territoriale.
Molte famiglie, nel frattempo, scelgono un ingresso privato più rapido per gestire un bisogno immediato, restando comunque in lista per un posto convenzionato. Quando il posto convenzionato si libera, si valuta il trasferimento, oppure, se la stessa struttura gestisce sia posti privati sia posti convenzionati (una situazione piuttosto comune), è talvolta possibile convertire il posto privato già occupato in un posto convenzionato, riducendo così l'impatto del trasferimento sulla persona anziana.
Un errore da evitare, in questo percorso parallelo, è ritirare la domanda dalla lista pubblica una volta trovata una soluzione privata temporanea: è importante invece mantenere un contatto costante con l'assistente sociale di riferimento, per assicurarsi che la domanda resti attiva e aggiornata, e per monitorare la propria posizione in graduatoria.
Poiché molte RSA gestiscono contemporaneamente sia posti convenzionati sia posti privati all'interno della stessa struttura, chiedere semplicemente "avete un posto disponibile" spesso porta a una risposta poco chiara. È più utile chiedere in modo esplicito se la disponibilità riguarda posti convenzionati, posti privati, o entrambi, quali sono i tempi realistici per ciascun canale, e se la struttura è disposta ad accogliere il profilo assistenziale specifico della persona, comunicando fin da subito età, diagnosi principali, livello di autonomia reale e principali rischi clinici o comportamentali. Una richiesta generica e vaga, al contrario, rischia di far perdere tempo prezioso su strutture che poi si rivelano non realmente compatibili con la situazione.
Nella RSA convenzionata la quota sanitaria è coperta dal Servizio Sanitario Nazionale e la famiglia paga solo la quota sociale/alberghiera, ma i tempi di attesa sono generalmente lunghi. Nella RSA privata l'intera retta è a carico della famiglia, ma l'accesso è molto più rapido, spesso nel giro di pochi giorni.
Perché la domanda di posti accessibili economicamente è molto più alta dell'offerta disponibile, e l'accesso richiede comunque una valutazione multidimensionale da parte dei servizi sociosanitari territoriali, seguita dallo scorrimento di una graduatoria in base alla disponibilità reale di posti compatibili.
Sì, è una strategia comune e priva di rischi: restare in lista non obbliga ad accettare il posto quando viene offerto, e permette di non perdere tempo prezioso nel momento in cui il bisogno dovesse diventare urgente.
In alcuni casi sì, se la struttura gestisce entrambe le tipologie di posti: quando si libera un posto convenzionato, è talvolta possibile convertire la posizione della persona già ospite, evitando così un trasferimento verso un'altra struttura.
Perché molte strutture gestiscono contemporaneamente entrambe le tipologie, e una domanda generica su "posti disponibili" può portare a informazioni poco chiare su tempi e costi reali, facendo perdere tempo su soluzioni che non corrispondono davvero alle proprie esigenze.
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