Arriva spesso un momento in cui un genitore anziano, pur restando perfettamente lucido, non se la sente più di gestire da solo pagamenti, bonifici e pratiche bancarie. In questi casi, prima di pensare a strumenti più impegnativi come l'amministrazione di sostegno, esiste una soluzione più semplice e immediata: la procura. Vale però la pena capire bene di cosa si tratta, cosa permette davvero di fare, e soprattutto cosa non può fare.
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Esistono due strade per gestire legalmente il conto corrente di un genitore anziano ancora capace di intendere e di volere. La prima, più semplice, è la delega bancaria diretta: genitore e figlio si presentano insieme in banca, con un documento d'identità ciascuno, e firmano i moduli dell'istituto di credito, senza bisogno di un notaio. La seconda è la procura notarile, generale o speciale, necessaria quando servono poteri più ampi (come vendere un immobile) o quando il genitore non può recarsi fisicamente in banca o dal notaio. In entrambi i casi, un aspetto va tenuto bene a mente: la procura non toglie al genitore la propria capacità di agire, e cessa automaticamente in caso di morte o di sopravvenuta incapacità del titolare del conto.
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Quando l'obiettivo è semplicemente operare sul conto corrente per conto del genitore (pagare bollette, fare bonifici, prelevare contanti), spesso non serve un atto notarile. È sufficiente recarsi insieme in banca o alle poste: il titolare del conto "presenta" formalmente il delegato all'istituto di credito, entrambi muniti di documento d'identità, e il delegato firma i moduli predisposti dalla banca. In questo modo si ottiene a tutti gli effetti la delega a operare sul conto. La procura notarile diventa necessaria solo quando questa procedura diretta non è praticabile, ad esempio perché il genitore non può fisicamente presentarsi allo sportello.
La delega bancaria dura per il periodo indicato al momento della sottoscrizione, ed è sempre revocabile in anticipo con una comunicazione scritta alla banca (e agli eventuali altri cointestatari del conto, se il conto è cointestato). Cessa comunque automaticamente al momento della morte o della sopravvenuta incapacità del titolare del conto.
Quando servono poteri più ampi, o quando il genitore non può muoversi da casa, entra in gioco la procura notarile: un atto con cui una persona (il mandante) delega un'altra persona di fiducia (il procuratore) a compiere determinati atti in suo nome e nel suo interesse.
Copre tutti gli atti di ordinaria amministrazione (art. 1708 c.c.): riscuotere la pensione, gestire il conto corrente, pagare le utenze, occuparsi della locazione di un immobile. È lo strumento più indicato per la gestione corrente e continuativa del patrimonio di un genitore anziano. Per gli atti di straordinaria amministrazione, come la vendita di un immobile, l'accensione di un mutuo o una donazione, il procuratore non può agire senza una clausola espressa che gli attribuisca specificamente questo potere: senza quella clausola, il notaio che dovrà rogare l'eventuale vendita o il mutuo bloccherà l'operazione.
Si riferisce a un singolo atto specifico, come la vendita di un immobile determinato o la riscossione di buoni postali intestati al genitore, ed esaurisce la propria efficacia nel momento in cui quell'atto viene compiuto. È lo strumento da preferire quando serve gestire una singola operazione, senza conferire poteri più ampi di quanto realmente necessario.
Un consiglio pratico diffuso tra i professionisti del settore è proprio questo: è preferibile non eccedere nei poteri conferiti. Una procura generale con clausole molto ampie espone il genitore a rischi maggiori se il procuratore, per qualsiasi motivo, non dovesse agire nel suo esclusivo interesse. Meglio, quando possibile, una procura mirata alle esigenze concrete del momento, da ampliare in seguito se dovessero emergere altre necessità.
C'è un aspetto della procura che sorprende molte famiglie: conferire una procura, anche generale, non toglie al genitore la propria capacità di agire, e non limita in alcun modo i suoi poteri personali. Il genitore, pur avendo delegato la gestione del conto corrente al figlio, resta comunque libero di compiere qualsiasi altro atto in autonomia, comprese scelte che il figlio potrebbe non condividere o non conoscere in anticipo. È una differenza sostanziale rispetto all'amministrazione di sostegno, dove invece l'amministratore e il Giudice Tutelare entrano concretamente nel processo decisionale per gli atti di straordinaria amministrazione, con la possibilità di annullare atti compiuti in violazione dei limiti fissati dal giudice.
Un punto cruciale, spesso sottovalutato, riguarda la durata della procura: cessa automaticamente nel momento in cui il genitore muore, oppure nel momento in cui perde la capacità di intendere e di volere. Questo significa che una procura, per quanto ben strutturata, smette di funzionare proprio nel momento in cui, paradossalmente, servirebbe di più: quando il declino cognitivo del genitore diventa serio. A quel punto, l'unico strumento legalmente utilizzabile diventa l'amministrazione di sostegno (o, nei casi più gravi, l'interdizione o l'inabilitazione), perché la procura può essere validamente conferita solo da una persona ancora capace di intendere e di volere al momento della firma.
Quando si opta per una procura notarile, il notaio non si limita a far firmare l'atto: ha il compito di verificare personalmente che il genitore comprenda cosa sta facendo, perché lo sta facendo, e quali sono le conseguenze della sua scelta, attraverso domande dirette sul senso della procura, sui poteri conferiti e sulla persona del procuratore. Se il notaio rileva segnali di confusione persistente, o il sospetto di pressioni esterne da parte di terzi, può sospendere l'atto e, nei casi dubbi, richiedere un certificato medico aggiornato o un parere geriatrico prima di procedere. Il colloquio dura generalmente tra i 20 e i 40 minuti, e la presenza di altri familiari non è obbligatoria: in molti casi il notaio chiede anzi di parlare da solo con il genitore, proprio per escludere eventuali condizionamenti. Quando il genitore non può recarsi in studio, ad esempio perché allettato, ricoverato in RSA o in ospedale, il notaio può recarsi direttamente a domicilio.
Per una procura notarile servono generalmente il documento d'identità e il codice fiscale sia del genitore sia del delegato, un elenco dei beni e dei rapporti bancari o patrimoniali da gestire, ed eventualmente un certificato medico recente che attesti la capacità del genitore, particolarmente utile in presenza di patologie neurodegenerative in fase iniziale.
Sul piano economico, una procura generale comporta generalmente imposte fisse per circa 250 €, a cui si aggiungono l'onorario notarile (indicativamente 300-600 €), l'IVA, i bolli sull'atto e i diritti di repertorio, con un costo complessivo che tipicamente si colloca tra gli 835 € e i 1.201 €, a cui va aggiunta un'eventuale trasferta a domicilio del notaio (circa 150 € in più). Una procura speciale per un singolo atto, non essendo soggetta alle stesse imposte fisse, ha invece un costo indicativamente compreso tra 159 € e 403 €. La delega bancaria semplice, effettuata direttamente in banca, non comporta invece costi notarili.
Dal punto di vista legale, per conferire una procura non serve il consenso degli altri familiari: è una decisione che spetta esclusivamente al genitore, nel pieno delle proprie facoltà. È però sempre consigliabile condividere questa scelta con gli altri componenti della famiglia, anche quelli che vivono lontano, e documentare per iscritto almeno le decisioni più significative prese in virtù della procura. Questo tipo di trasparenza aiuta a prevenire incomprensioni e possibili conflitti futuri, anche in fase di successione. Se un familiare non condivide la scelta e ritiene che il genitore non fosse pienamente consapevole al momento della firma, può comunque presentare un ricorso al tribunale per contestare la validità dell'atto.
Un aspetto meno noto, ma rilevante soprattutto in prospettiva successoria, riguarda le procure che autorizzano il delegato a operare sul conto "anche a proprio favore". In alcuni casi, la giurisprudenza ha qualificato questo tipo di procura come una donazione indiretta, con conseguenze rilevanti al momento dell'eredità: le somme eventualmente prelevate a proprio vantaggio dal procuratore possono essere soggette a collazione o ad azione di riduzione da parte degli altri eredi. È quindi opportuno, quando si conferisce una procura a un solo figlio in presenza di altri fratelli, essere particolarmente attenti alla formulazione dell'atto e alla documentazione delle motivazioni, per evitare contestazioni una volta aperta la successione.
Quando il genitore ha ormai perso, anche solo parzialmente, la capacità di gestire i propri interessi, oppure quando esiste il sospetto fondato che una procura già rilasciata non venga utilizzata nell'esclusivo interesse del genitore, lo strumento da attivare non è più la procura, ma l'amministrazione di sostegno. Per approfondire cos'è, chi può richiederla e come funziona la procedura, si può fare riferimento alla nostra guida dedicata all'amministrazione di sostegno.
No. Se l'obiettivo è semplicemente operare sul conto (pagamenti, bonifici, prelievi), è sufficiente una delega bancaria diretta, sottoscritta in banca insieme al genitore, senza bisogno di un notaio. Il notaio serve per una procura più ampia o quando il genitore non può recarsi fisicamente in banca.
No. La procura non toglie al genitore la propria capacità di agire: resta libero di compiere autonomamente qualsiasi altro atto, anche in parallelo a quanto delegato al procuratore. Questo è molto diverso da quanto avviene con l'amministrazione di sostegno.
La procura cessa automaticamente nel momento in cui il titolare del conto perde la capacità di intendere e di volere. A quel punto, per continuare a gestire legalmente i suoi interessi, diventa necessario ricorrere all'amministrazione di sostegno o, nei casi più gravi, all'interdizione o all'inabilitazione.
No, dal punto di vista legale non è necessario, essendo una decisione che spetta esclusivamente al genitore. È però sempre consigliabile informare gli altri familiari e documentare per iscritto le decisioni più significative, per evitare incomprensioni future.
Una procura generale ha un costo indicativo complessivo tra 835 € e 1.201 €, includendo imposte fisse, onorario notarile e bolli. Una procura speciale per un singolo atto costa generalmente meno, tra 159 € e 403 €. Un'eventuale trasferta del notaio a domicilio comporta un costo aggiuntivo indicativo di circa 150 €.
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