Molte famiglie iniziano a pensare di adattare la casa di un genitore anziano solo dopo una caduta o un ricovero, quando ormai il problema si è già manifestato. In realtà, gli interventi più efficaci sono quelli fatti in anticipo, osservando con attenzione dove si annidano i rischi maggiori nella quotidianità di chi vive in quella casa. Vale anche la pena sapere che, nel 2026, il quadro delle agevolazioni fiscali per questo tipo di lavori è cambiato in modo significativo rispetto agli anni scorsi.
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Gli interventi più utili per rendere una casa più sicura per un anziano riguardano soprattutto il bagno (in particolare la sostituzione della vasca con una doccia a filo pavimento), l'allargamento dei passaggi per chi usa un deambulatore o una carrozzina, e l'eliminazione di dislivelli e gradini tra ambienti diversi o all'ingresso della casa. Sul fronte fiscale, è importante sapere che il Bonus Barriere Architettoniche al 75%, molto utilizzato negli ultimi anni per montascale e ascensori, è scaduto il 31 dicembre 2025 e non è stato rinnovato per il 2026: gli interventi di questo tipo rientrano ora nel bonus ristrutturazioni ordinario, con percentuali di detrazione più basse.
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Il bagno è generalmente l'ambiente domestico con il maggior numero di rischi per un anziano, e anche quello dove un intervento mirato produce i benefici più immediati. L'intervento più efficace, e anche quello tecnicamente richiesto per accedere ad alcune agevolazioni fiscali, è la sostituzione della vasca con una doccia a filo pavimento, cioè senza alcun gradino o rialzo: le docce sopraelevate, per quanto più economiche, non rientrano infatti nella normativa sull'abbattimento delle barriere architettoniche e non danno diritto alle agevolazioni fiscali dedicate. Completano l'intervento l'installazione di maniglioni di sicurezza vicino al water e alla doccia, e sanitari posizionati a un'altezza più facilmente accessibile. Per garantire lo spazio di manovra sufficiente a una sedia a rotelle, la normativa tecnica di riferimento (DM 236/1989) indica come dimensione minima uno spazio libero di 180x180 cm.
Un intervento spesso sottovalutato, ma con un impatto molto concreto sulla vivibilità quotidiana, è l'allargamento delle porte troppo strette per il passaggio di un deambulatore o di una carrozzina: la larghezza minima di riferimento è generalmente indicata tra 85 e 90 cm. È un lavoro strutturalmente contenuto, ma capace di cambiare in modo sostanziale la reale autonomia di movimento all'interno della casa.
Per le abitazioni su più livelli, o con scale interne difficili da percorrere in autonomia, esistono soluzioni progressive in base al grado di difficoltà: dal montascale, una soluzione relativamente semplice e poco invasiva per superare una rampa di scale, fino a soluzioni più strutturali come un ascensore interno o una piattaforma elevatrice, indicate quando è necessario spostarsi tra i piani anche in carrozzina.
Anche l'accesso alla casa merita attenzione: l'eliminazione di gradini o soglie all'ingresso, sostituiti da rampe con una pendenza a norma, permette di superare uno degli ostacoli più comuni per chi si muove con un deambulatore o una carrozzina, ed è spesso uno degli interventi più semplici da realizzare rispetto al beneficio concreto che produce.
È importante essere aggiornati su questo punto, perché molte informazioni che circolano online fanno ancora riferimento a un'agevolazione che non è più valida. Il Bonus Barriere Architettoniche al 75%, introdotto nel 2022 e più volte prorogato, è scaduto definitivamente il 31 dicembre 2025 e non è stato rinnovato dalla Legge di Bilancio 2026: chi effettua pagamenti nel 2026 non può più usufruirne, anche se i lavori erano già iniziati nel 2025.
Per il 2026, gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano quindi nel bonus ristrutturazioni ordinario (art. 16-bis del TUIR): la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute per chi interviene sulla propria abitazione principale, e scende per gli immobili non adibiti a residenza principale, sempre calcolata su un importo massimo di 96.000 € per unità immobiliare, da recuperare in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
Accanto al bonus ristrutturazioni, restano valide altre agevolazioni utili per questo tipo di interventi. L'IVA agevolata al 4%, invece dell'aliquota ordinaria del 22%, si applica ai lavori di abbattimento delle barriere architettoniche e all'acquisto di ausili tecnici come montascale e piattaforme elevatrici. Esiste inoltre una detrazione fiscale del 19%, prevista per le spese sanitarie legate all'acquisto di mezzi necessari all'accompagnamento, alla deambulazione o al sollevamento di persone con capacità motorie ridotte: questa detrazione non è però cumulabile con quella per la ristrutturazione edilizia sulla stessa spesa, e si applica solo sulla parte eventualmente eccedente quanto già coperto dall'altra agevolazione.
Va infine ricordata la possibilità di richiedere contributi a fondo perduto erogati direttamente dal proprio Comune, ai sensi della Legge 13/1989, che coprono una percentuale della spesa variabile da Comune a Comune. Una particolarità importante di questi contributi è che la domanda va presentata prima dell'inizio dei lavori, spesso entro una scadenza fissa (in molti Comuni il 1° marzo di ogni anno): chi presenta la domanda dopo questa data rientra generalmente nella programmazione dell'anno successivo. I tempi di erogazione di questi contributi comunali, va detto con onestà, tendono a essere piuttosto lunghi.
Una situazione frequente riguarda un figlio che sostiene le spese per rendere accessibile la casa di un genitore anziano. In questi casi, il coniuge, i figli o i genitori conviventi con il proprietario dell'immobile, che pagano effettivamente le fatture, possono intestarsi la detrazione fiscale. Va però verificato con attenzione, caso per caso, il requisito della convivenza e della destinazione dell'immobile, poiché le regole su questo aspetto possono risultare più articolate di quanto sembri a un primo sguardo: è consigliabile un confronto preventivo con un commercialista o un CAF prima di avviare i lavori.
Prima di avviare un intervento importante, è utile tenere presente il concetto di capienza fiscale: la detrazione recuperata ogni anno non può superare l'importo delle imposte effettivamente dovute da chi la richiede. Se l'IRPEF annuale di chi sostiene la spesa è inferiore alla quota di detrazione spettante per quell'anno, la parte eccedente viene semplicemente persa, senza possibilità di recupero negli anni successivi. Per questo motivo, in famiglie con più persone potenzialmente intestatarie, vale la pena valutare a chi convenga effettivamente intestare la spesa.
No. È scaduto il 31 dicembre 2025 e non è stato rinnovato. Per i pagamenti effettuati nel 2026, anche per lavori iniziati nel 2025, si applicano le aliquote del bonus ristrutturazioni ordinario, più basse rispetto al 75%.
No. Per accedere all'IVA agevolata al 4% e alle altre agevolazioni dedicate, la doccia deve essere obbligatoriamente a filo pavimento, senza gradini né rialzi, secondo quanto previsto dal DM 236/1989.
Sì, generalmente il coniuge, i figli o i genitori conviventi con il proprietario dell'immobile che sostengono effettivamente la spesa possono intestarsi la detrazione, ma è consigliabile verificare i requisiti specifici con un commercialista prima di avviare i lavori.
Sono contributi a fondo perduto, previsti dalla Legge 13/1989, erogati direttamente dai Comuni. Vanno richiesti prima dell'inizio dei lavori, spesso entro una scadenza annuale fissa, e i tempi di erogazione possono essere piuttosto lunghi.
Non sulla stessa spesa: la detrazione del 19% si applica solo sulla parte di spesa che eventualmente eccede quanto già coperto dalla detrazione per la ristrutturazione edilizia.
Adattare la casa alle esigenze di una persona anziana permette di migliorare sicurezza, autonomia e qualità della vita quotidiana. Gli interventi più importanti riguardano il bagno, con la sostituzione della vasca con una doccia a filo pavimento, l’eliminazione di ostacoli come gradini e dislivelli, l’allargamento dei passaggi e l’installazione di soluzioni come montascale o rampe di accesso. Nel 2026 il Bonus Barriere Architettoniche al 75% non è più disponibile: gli interventi rientrano principalmente nel bonus ristrutturazioni ordinario, con altre agevolazioni ancora accessibili come l’IVA ridotta al 4%, la detrazione del 19% per alcuni ausili e i contributi comunali previsti dalla Legge 13/1989. Prima di iniziare i lavori è importante valutare la situazione fiscale e scegliere correttamente chi può beneficiare delle detrazioni.
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