Quando camminare diventa più faticoso o meno sicuro, la scelta dell'ausilio giusto non è mai una questione di "tutto o niente": esiste una gamma di soluzioni intermedie, dal semplice bastone alla carrozzina elettrica, pensate per rispondere a livelli molto diversi di difficoltà motoria. Scegliere quella più adatta, e non semplicemente la più prudente o la più economica, fa una differenza reale sulla sicurezza e sull'autonomia quotidiana.
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Gli ausili per la mobilità si dividono in tre grandi livelli di supporto, da scegliere in base alla gravità della difficoltà motoria: il bastone, per chi ha bisogno di un aiuto leggero all'equilibrio o vuole scaricare parzialmente il peso da un arto dolente; il deambulatore o il rollator, per chi ha un equilibrio più instabile o una debolezza muscolare significativa; e la carrozzina, manuale o elettrica, per chi ha una difficoltà di deambulazione grave o non può più camminare autonomamente per tratti significativi. La scelta corretta dipende dal livello di attività della persona, dal rischio di cadute, dall'ambiente domestico e dagli obiettivi di recupero, e dovrebbe sempre coinvolgere un medico specialista, non essere lasciata al solo giudizio della famiglia.
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Il bastone è l'ausilio più leggero e maneggevole, indicato per chi ha una stabilità di base ancora buona ma necessita di un piccolo aiuto per l'equilibrio, o per chi vuole alleggerire il carico su un arto lievemente dolorante. Esistono modelli a un solo punto di appoggio, adatti a chi ha solo bisogno di un supporto minimo, e modelli a tre o quattro punti di appoggio (treppiede e quadripode), che offrono una base più ampia e quindi maggiore stabilità, pur restando più ingombranti di un bastone semplice. Sono generalmente realizzati in alluminio leggero e regolabile, o in legno nei modelli più tradizionali.
Le stampelle si distinguono dal bastone perché sono pensate per situazioni di immobilità temporanea di un arto, tipicamente dopo un intervento chirurgico, una frattura o l'inserimento di una protesi d'anca o di ginocchio. Esistono stampelle ascellari, dove il peso del corpo si scarica sull'incastro sotto le ascelle, e stampelle da avambraccio (dette anche canadesi), dove il peso si scarica su una stecca di appoggio all'avambraccio. La scelta tra i due modelli, così come la corretta regolazione dell'altezza, andrebbe sempre verificata con un fisioterapista o un ortopedico, per evitare di sovraccaricare spalle o schiena.
Quando un bastone non è più sufficiente, entra in gioco il deambulatore, un ausilio che distribuisce il peso su quattro punti di appoggio, offrendo una stabilità molto superiore. Ne esistono diverse varianti. Il modello fisso, a quattro gambe, va sollevato a ogni passo: garantisce la massima stabilità, adatto soprattutto agli spazi interni su superfici piane, ma richiede una certa forza nelle braccia e coordinazione per essere usato correttamente. I modelli con due ruote anteriori e due puntali posteriori in gomma facilitano lo scorrimento, senza dover sollevare completamente l'ausilio a ogni passo, e offrono un buon compromesso tra stabilità e facilità d'uso. Il rollator, infine, ha quattro ruote con freni, spesso accompagnato da una seduta e da un cestino: è pensato per chi alterna tratti di cammino a momenti di riposo, ed è adatto sia agli spazi interni sia a percorsi esterni più lunghi.
La carrozzina è indicata quando la difficoltà di deambulazione è grave, o quando la persona non è più in grado di camminare autonomamente per tratti significativi. Le carrozzine ad autospinta, con ruote posteriori grandi, permettono alla persona di muoversi in autonomia usando la forza delle braccia; le carrozzine da transito, con ruote più piccole, richiedono invece l'assistenza di un accompagnatore. Esistono anche modelli leggeri, in alluminio, pensati per essere trasportati facilmente, e carrozzine elettriche, che garantiscono la massima autonomia di movimento grazie al motore, particolarmente utili per chi ha anche una ridotta forza nelle braccia.
L'introduzione di un ausilio per la deambulazione non dovrebbe mai essere una decisione presa d'urgenza dopo una caduta, ma il risultato di un'osservazione attenta dei cambiamenti motori nel tempo. Uno dei primi segnali, spesso sottovalutato, è la cosiddetta "camminata prudente": la persona accorcia il passo e allarga la base di appoggio per compensare una ridotta capacità di percepire la posizione del proprio corpo nello spazio. Riconoscere questo segnale per tempo, prima che si trasformi in una caduta, permette di introdurre l'ausilio giusto come misura preventiva e non come rimedio tardivo.
La sicurezza di un ausilio per la deambulazione dipende in gran parte dalla sua regolazione in altezza, un aspetto spesso sottovalutato. Se l'ausilio è troppo alto, causa dolore alle spalle e tensione al collo; se è troppo basso, affatica la schiena e sposta il peso in avanti, annullando di fatto l'effetto protettivo che dovrebbe garantire. Per questo motivo la regolazione andrebbe sempre verificata da un professionista al momento della consegna, e non semplicemente impostata "a occhio".
Gli ausili per la mobilità rientrano tra i dispositivi previsti dal Nomenclatore Tariffario delle protesi (Decreto Ministeriale 332/1999), che ne regola l'erogazione gratuita da parte del Servizio Sanitario Nazionale. La procedura, articolata in più passaggi, richiede innanzitutto una prescrizione da parte di un medico specialista del SSN, come un fisiatra, un geriatra o un ortopedico: non è sufficiente la prescrizione del proprio medico di base, né quella di uno specialista che lavori esclusivamente in ambito privato.
Per gli adulti, l'accesso gratuito richiede generalmente il riconoscimento di un'invalidità civile pari o superiore al 33%, collegata a una patologia che comporta difficoltà di deambulazione. Per le persone sopra i 65 anni con difficoltà persistenti nello svolgere le normali attività della propria età, l'accesso è comunque garantito se lo specialista attesta la necessità funzionale dell'ausilio per migliorare la qualità della vita, prevenire complicanze o favorire l'autonomia personale, anche in assenza di un verbale di invalidità già definito.
Dopo la visita specialistica, viene redatta la prescrizione con il relativo codice identificativo dell'ausilio; segue, per alcuni prodotti, la richiesta di un preventivo presso un'ortopedia o una farmacia convenzionata (non richiesto per i presìdi di serie più comuni, come le carrozzine standard, in molte Regioni); infine l'ASL autorizza la fornitura, che può avvenire tramite un'azienda ortopedica convenzionata o direttamente con un ausilio già in possesso dell'ASL stessa, proveniente dal proprio parco ausili sanificati e riutilizzabili. In quest'ultimo caso, l'ASL ha diritto di precedenza rispetto alla fornitura esterna, ma l'ausilio deve comunque corrispondere per tipologia e misura alle esigenze della persona.
Quando previsto, il collaudo dell'ausilio, effettuato dallo stesso medico che ha redatto la prescrizione, deve avvenire entro 20 giorni dalla consegna, per verificare che il dispositivo sia idoneo e correttamente regolato; non è invece necessario per gli ausili di serie forniti da aziende vincitrici di gare d'appalto pubbliche. È inoltre utile sapere che l'ASL non autorizza generalmente la sostituzione di un ausilio prima che sia trascorso un tempo minimo dal precedente rinnovo, ad esempio almeno 5 anni per una carrozzina, salvo che sia intervenuto un peggioramento clinico documentato o un danno accidentale che ne comprometta l'utilizzo.
Va segnalato con onestà un limite pratico di questo sistema: l'importo coperto dal SSN per ciascun ausilio segue un tetto standardizzato dal Nomenclatore Tariffario. Questo significa che modelli più avanzati o costosi, come alcune carrozzine elettriche con prestazioni particolari, possono non essere coperti per l'intero importo, lasciando a carico della famiglia l'eventuale differenza rispetto al modello standard previsto dalla prescrizione.
Anche al di fuori del percorso di erogazione gratuita tramite ASL, chi acquista privatamente un ausilio per la mobilità può beneficiare di un'IVA agevolata al 4%, invece dell'aliquota ordinaria, e della detrazione fiscale del 19% sulla spesa sostenuta, alle stesse condizioni generali previste per le spese sanitarie legate alla disabilità.
Dipende dal livello di stabilità della persona: un bastone è sufficiente per un aiuto leggero all'equilibrio, mentre un deambulatore è necessario quando la debolezza muscolare o i problemi di equilibrio sono più marcati. La valutazione più affidabile è quella di un medico specialista, non un'autovalutazione familiare.
No. La prescrizione deve essere effettuata da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale, come un fisiatra, un geriatra o un ortopedico, e non dal medico di famiglia né da uno specialista privato.
Generalmente almeno 5 anni dalla precedente fornitura, salvo che sia intervenuto un peggioramento clinico documentato o un danno accidentale che renda necessaria una nuova prescrizione anticipata.
Il SSN copre l'importo previsto dal Nomenclatore Tariffario per quella categoria di ausilio: se si sceglie un modello con prestazioni superiori a quelle standard, la differenza di prezzo resta generalmente a carico della famiglia.
Sì, è possibile beneficiare di un'IVA agevolata al 4% e della detrazione fiscale del 19% sulla spesa sostenuta, anche acquistando privatamente presso un'ortopedia o un rivenditore specializzato.
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