Dopo decenni passati insieme, l'idea di dover vivere separati proprio nella fase della vita in cui il sostegno reciproco conta di più è una delle paure più diffuse tra le coppie di anziani che si avvicinano all'ingresso in una struttura. La buona notizia è che oggi è spesso possibile restare insieme; la notizia meno scontata è che non si tratta di un diritto automatico garantito ovunque, ma di una possibilità che va verificata struttura per struttura.
Elenco di case di riposo e RSA in Italia
Non esiste in Italia una normativa nazionale che garantisca automaticamente a una coppia di anziani il diritto di condividere la stessa camera o addirittura la stessa struttura. L'assegnazione del posto letto, singolo, doppio o triplo, avviene generalmente in base alla disponibilità e resta a discrezione della singola struttura, che tiene conto anche del sesso degli ospiti e delle condizioni fisiche legate all'assistenza. Detto questo, molte strutture, in particolare quelle di nuova generazione, offrono oggi soluzioni pensate specificamente per le coppie, con camere doppie dedicate e percorsi assistenziali personalizzati proprio per preservare la continuità affettiva. La possibilità concreta di restare insieme dipende soprattutto da un fattore spesso sottovalutato: quanto sono simili o diversi i bisogni assistenziali dei due coniugi.
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Non è sempre stato così. Per gran parte della storia delle case di riposo italiane, la prassi diffusa prevedeva la separazione degli ospiti in piani o reparti distinti per uomini e donne, indipendentemente dai legami familiari. Solo a partire dagli anni Sessanta alcune strutture hanno iniziato a offrire, come innovazione esplicita, la possibilità per coniugi e fratelli di condividere la stessa camera, arredata in modo personalizzato per ricreare un ambiente il più possibile simile a quello domestico. Oggi questa filosofia è molto più diffusa, ma resta comunque una scelta organizzativa della singola struttura, non un obbligo previsto dalla legge.
Le RSA organizzano generalmente i propri ospiti in nuclei di circa 20-30 persone, definiti in base al livello di intensità assistenziale necessario. Se uno dei due coniugi è ancora autosufficiente o ha bisogni assistenziali contenuti, mentre l'altro necessita di un'assistenza sanitaria e infermieristica molto più intensa, i due potrebbero essere inseriti in nuclei diversi anche all'interno della stessa struttura, semplicemente perché il tipo di assistenza richiesta non è la stessa. In questi casi, restare "vicini" (nello stesso edificio, con la possibilità di vedersi ogni giorno) è spesso più realistico rispetto a restare nella stessa camera o nello stesso nucleo clinico.
Va anche considerata la distinzione tra casa di riposo e RSA vera e propria: la prima accoglie generalmente persone autosufficienti o parzialmente autosufficienti, la seconda è pensata per chi non è più autosufficiente e necessita di assistenza medica continuativa. Quando i due coniugi hanno livelli di autonomia molto diversi, può essere necessario orientarsi verso strutture miste, che ospitano entrambe le tipologie di posti letto (autosufficienti e non autosufficienti) all'interno dello stesso complesso, in modo da permettere ai due di restare comunque nello stesso luogo pur ricevendo livelli di assistenza differenti.
Diverse strutture, soprattutto quelle di fascia medio-alta o di concezione più recente, propongono esplicitamente "soluzioni in coppia": camere doppie dedicate, arredate per favorire la convivenza, e piani assistenziali personalizzati che tengono conto della relazione tra i due ospiti, non solo dei bisogni clinici individuali. Esistono anche, in alcuni territori, strutture nate storicamente con questa vocazione specifica, pensate fin dall'origine per accogliere coppie di anziani piuttosto che singoli individui.
Anche quando l'ingresso avviene insieme, con bisogni assistenziali inizialmente simili, è importante essere consapevoli che le condizioni di salute di ciascuno possono evolvere in modo diverso nel tempo. Se uno dei due coniugi dovesse successivamente sviluppare bisogni assistenziali molto più complessi, ad esempio a causa di una demenza avanzata o di una nuova patologia, la struttura potrebbe dover rivedere l'assegnazione dei nuclei o delle camere, in base alle proprie possibilità organizzative. Molte carte dei servizi delle strutture prevedono esplicitamente questa possibilità, comunicandola ai familiari quando necessaria per esigenze di vita comunitaria o assistenziale.
Per una coppia che desidera restare insieme, è importante andare oltre la domanda generica "accettate le coppie?" e chiedere in modo specifico se la struttura dispone di camere doppie riservate a coniugi o conviventi, se è possibile per entrambi restare nello stesso nucleo assistenziale anche in presenza di bisogni leggermente diversi, e cosa prevede la struttura nel caso in cui, in futuro, uno dei due dovesse necessitare di un livello di assistenza superiore rispetto all'altro. Chiarire questi aspetti prima dell'ingresso permette di scegliere con maggiore consapevolezza e di ridurre il rischio di sorprese in un momento già di per sé delicato.
Vale la pena considerare che, quando si cerca una soluzione per due persone contemporaneamente, con eventualmente una camera doppia dedicata, i tempi di attesa possono allungarsi rispetto alla ricerca di un singolo posto letto: la struttura deve infatti avere disponibilità contemporanea per entrambi, una condizione meno frequente rispetto alla disponibilità di un solo posto. Per questo motivo, quando possibile, è consigliabile avviare la ricerca con un anticipo maggiore rispetto a quanto si farebbe per l'ingresso di una sola persona.
No, non esiste una normativa nazionale che lo garantisca automaticamente. L'assegnazione delle camere resta generalmente a discrezione della singola struttura, in base alla disponibilità e ai bisogni assistenziali degli ospiti.
In alcuni casi sì, se la struttura scelta ospita sia posti per persone autosufficienti sia posti RSA per persone non autosufficienti nello stesso complesso, anche se probabilmente in nuclei assistenziali diversi.
La struttura potrebbe dover rivedere l'assegnazione delle camere o dei nuclei assistenziali in base al nuovo livello di bisogno, comunicandolo ai familiari. È un rischio da considerare fin dall'inizio, informandosi su come la struttura gestisce questo tipo di situazioni.
Spesso sì, perché la struttura deve avere disponibilità contemporanea per entrambi i coniugi, una condizione meno frequente rispetto alla disponibilità di un singolo posto letto.
Conviene chiedere esplicitamente se sono disponibili camere doppie dedicate a coniugi o conviventi, se è possibile restare nello stesso nucleo assistenziale, e cosa prevede la struttura in caso di evoluzione diversa delle condizioni di salute dei due coniugi nel tempo.
Restare insieme in RSA è possibile in molte strutture, ma non rappresenta un diritto garantito dalla legge. La scelta dipende dalla disponibilità di camere dedicate alle coppie e dalla compatibilità dei bisogni assistenziali dei due coniugi. Quando una coppia desidera entrare insieme, è fondamentale informarsi in anticipo sulle soluzioni offerte dalla struttura e su come verranno gestiti eventuali cambiamenti futuri nelle condizioni di salute.
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