Tra la piena autonomia a domicilio e l'ingresso in una RSA esiste una via intermedia, spesso poco conosciuta ma molto utile: il centro diurno. Permette a un anziano non più completamente autosufficiente di continuare a vivere nella propria casa, con la propria famiglia, ricevendo però durante il giorno assistenza qualificata, stimoli e socialità che a casa, da soli, sarebbero difficili da garantire.
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Il centro diurno è una struttura socio-sanitaria semi-residenziale, pensata per anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti che vivono ancora nella propria abitazione. Offre attività assistenziali, sanitarie, riabilitative e di socializzazione durante le ore diurne, generalmente dal lunedì al venerdì, permettendo all'anziano di tornare a casa la sera. Il suo obiettivo dichiarato è duplice: dare sollievo alla famiglia nella gestione quotidiana e ritardare, o in alcuni casi evitare del tutto, il ricorso a un ricovero residenziale definitivo. Non è però adatto a tutte le situazioni: le persone con esigenze clinico-assistenziali molto elevate, o con gravi disturbi comportamentali associati a demenza, generalmente non rientrano nei criteri di accesso.
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I centri diurni si rivolgono principalmente ad anziani, generalmente sopra i 60-65 anni, con una compromissione parziale o totale dell'autosufficienza, spesso legata a pluripatologie croniche degenerative, comprese le demenze in fase non particolarmente avanzata. Sono pensati anche per persone sole, con un discreto livello di autonomia ma a rischio di isolamento, o inserite in un contesto familiare per cui l'assistenza domiciliare risulterebbe insufficiente o troppo onerosa da sostenere quotidianamente.
Non tutte le situazioni, però, trovano risposta in un centro diurno. Generalmente non vengono accolte persone completamente autosufficienti, che non necessitano di questo tipo di supporto, né persone con esigenze clinico-assistenziali molto elevate, con problematiche psichiatriche attive, o con demenza associata a gravi disturbi del comportamento: per queste situazioni più complesse, la struttura più adeguata resta generalmente la RSA.
Esistono centri diurni dedicati specificamente alle persone con malattia di Alzheimer, con programmi assistenziali e riabilitativi pensati per questa condizione, e un'attenzione particolare al sostegno delle famiglie, spesso messe a dura prova dalla gestione quotidiana della malattia. Questi centri seguono le stesse linee guida ministeriali previste per i centri diurni generici, con un'organizzazione degli spazi pensata per favorire l'orientamento e ridurre la confusione degli ospiti.
All'interno di un centro diurno, l'assistenza si articola generalmente su più livelli. Le attività assistenziali riguardano la cura della persona e il mantenimento, quando possibile, dell'autonomia residua. Le attività psicosociali e motorie stimolano la creatività, la socializzazione e l'orientamento spazio-temporale, attraverso momenti di animazione e attività di gruppo. Sul piano sanitario, molti centri garantiscono la presenza di un medico geriatra, di un podologo e di un'équipe infermieristica, che si occupa della somministrazione dei farmaci prescritti e della misurazione periodica dei parametri vitali, mantenendo sempre il collegamento con il medico di base dell'anziano, che resta il riferimento clinico principale. Il pasto principale è generalmente incluso nel servizio.
I centri diurni sono generalmente aperti dal lunedì al venerdì, con una fascia oraria che va indicativamente dalle 7:30 alle 18:30-19:30, anche se alcune strutture restano aperte anche nel fine settimana. La frequenza può essere organizzata in diverse modalità: giornata intera, mezza giornata al mattino o al pomeriggio, con o senza pasto, e la famiglia può generalmente scegliere quali giorni della settimana far frequentare l'anziano, in base alle proprie esigenze organizzative e al progetto assistenziale concordato con l'équipe del centro.
Esistono due percorsi principali per accedere a un centro diurno. Attraverso il canale pubblico o convenzionato, la richiesta viene attivata presso il distretto sociosanitario di competenza, che effettua una valutazione multidimensionale (in alcune Regioni chiamata SVaMA, in altre UVM), assegnando un punteggio che determina la posizione in una graduatoria: in Veneto, ad esempio, è richiesto un punteggio minimo di 60 su questa scheda di valutazione. L'ingresso avviene poi in base alla disponibilità di posti, con tempi variabili da territorio a territorio. Attraverso il canale privato, la famiglia presenta direttamente domanda di inserimento alla struttura scelta, allegando una scheda sanitaria redatta dal medico di base, e il personale del centro valuta l'idoneità della persona: questo percorso è generalmente più rapido rispetto a quello convenzionato.
I costi variano molto in base al canale scelto e al territorio di residenza. Nei percorsi pubblici o convenzionati, l'accesso è generalmente legato a soglie ISEE specifiche: in Veneto, ad esempio, è richiesto un ISEE sociosanitario inferiore a 16.700 € per i centri diurni dedicati a persone con condizioni gravi, e inferiore a 50.000 € per le condizioni gravissime, con un contributo pubblico giornaliero di 30 € pro capite. In Puglia, l'accesso tramite "buono servizio" richiede un ISEE ordinario non superiore a 40.000 €, o un ISEE ristretto non superiore a 20.000 € per gli anziani non autosufficienti, con una copertura della quota sociale fino a un massimo di 12 mensilità.
Nei centri ad accesso privato, la retta giornaliera si aggira, a titolo di esempio, intorno ai 30 € al giorno in alcune strutture lombarde, spesso identica indipendentemente dalla situazione sociosanitaria dell'ospite e senza depositi o cauzioni richieste all'ingresso. In entrambi i casi, se l'anziano o la sua famiglia non sono in grado di sostenere il costo previsto, il servizio pubblico può intervenire economicamente sulla quota sociale, secondo le regole stabilite dal proprio Comune di residenza.
Un aspetto pratico spesso sottovalutato riguarda il trasporto da e verso il centro diurno. In alcuni territori il servizio di trasporto è incluso nella retta per i residenti del Comune sede del centro, mentre per chi risiede nei Comuni limitrofi può essere richiesto un contributo aggiuntivo. In altri casi, il trasporto è del tutto a pagamento, con tariffe separate per la sola andata, il solo ritorno o l'andata e ritorno completi, ed è responsabilità della famiglia accompagnare l'anziano al mezzo la mattina e attenderlo la sera al ritorno. Vale sempre la pena chiarire questo aspetto prima di scegliere una struttura, perché può incidere in modo significativo sull'organizzazione quotidiana della famiglia.
Non sempre. È pensato per ritardare o evitare il ricovero in RSA quando l'anziano ha ancora una rete familiare in grado di accoglierlo la sera e la notte, ma non è adatto a persone con esigenze clinico-assistenziali molto elevate o con gravi disturbi comportamentali, per cui la RSA resta generalmente la soluzione più appropriata.
Sì, esistono centri diurni specificamente dedicati a questa condizione, con programmi assistenziali e riabilitativi mirati. L'accesso può però essere escluso in presenza di gravi disturbi comportamentali associati alla demenza.
Dipende molto dal canale scelto: nei percorsi pubblici o convenzionati, l'accesso è legato a soglie ISEE specifiche che variano da Regione a Regione, con un contributo pubblico sulla quota sociale; nei centri ad accesso privato, la retta giornaliera può aggirarsi, a titolo indicativo, intorno ai 30 € al giorno.
Varia da territorio a territorio: in alcuni casi è incluso nella retta, in altri comporta un costo aggiuntivo a carico della famiglia, che generalmente resta comunque responsabile di accompagnare l'anziano al mezzo di trasporto la mattina e di riprenderlo la sera.
Dipende dalla disponibilità di posti sul territorio e dalla posizione in graduatoria, determinata dal punteggio ottenuto nella valutazione multidimensionale. Il canale privato è generalmente più rapido, ma comporta un costo interamente a carico della famiglia.
Il centro diurno è una soluzione pensata per anziani che vivono ancora a casa ma necessitano di assistenza, stimolazione cognitiva, attività motorie o maggiore socializzazione durante la giornata. Rappresenta un aiuto concreto per le famiglie perché permette di alleggerire il carico assistenziale quotidiano e, in molti casi, di ritardare l'ingresso definitivo in una RSA.
Queste strutture offrono diversi servizi: assistenza nelle attività quotidiane, programmi di animazione e riabilitazione, monitoraggio sanitario, supporto infermieristico e attività specifiche per persone con demenza o Alzheimer. Non sono però adatte a tutti: gli anziani con bisogni sanitari molto complessi o gravi disturbi comportamentali possono necessitare di un'assistenza residenziale più strutturata.
L'accesso può avvenire tramite il sistema pubblico, attraverso una valutazione multidimensionale e l'inserimento in graduatoria, oppure tramite strutture private con modalità generalmente più rapide. I costi dipendono dalla Regione, dal livello di convenzionamento e dall'ISEE della persona assistita, mentre anche il servizio di trasporto deve essere valutato attentamente perché può incidere sull'organizzazione familiare.
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