Quanto costa una badante convivente nel 2026? Guida ai costi per regione e città


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Nel 2026 lo stipendio minimo contrattuale di una badante convivente che assiste una persona non autosufficiente (livello CS del CCNL Lavoro Domestico) parte da circa  1.193 € al mese . Aggiungendo contributi INPS, vitto e alloggio, ferie, tredicesima e TFR, il  costo totale reale a carico della famiglia sale a circa 1.500-2.000 € al mese , a seconda del livello di inquadramento e delle ore effettivamente richieste. Nelle grandi città del Nord i compensi effettivi tendono a collocarsi nella fascia più alta di questo intervallo, mentre al Centro-Sud si mantengono spesso più vicini al minimo contrattuale. Vediamo nel dettaglio da cosa dipende questa cifra, come si costruisce il costo reale mese per mese, e come si confronta con l'alternativa di una casa di riposo o RSA.

Quanto costa una badante convivente nel 2026: la risposta in breve

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Nel 2026 lo stipendio minimo contrattuale di una badante convivente che assiste una persona non autosufficiente (livello CS del CCNL Lavoro Domestico) parte da circa 1.193 € al mese. Aggiungendo contributi INPS, vitto e alloggio, ferie, tredicesima e TFR, il costo totale reale a carico della famiglia sale a circa 1.500-2.000 € al mese, a seconda del livello di inquadramento e delle ore effettivamente richieste. Nelle grandi città del Nord i compensi effettivi tendono a collocarsi nella fascia più alta di questo intervallo, mentre al Centro-Sud si mantengono spesso più vicini al minimo contrattuale.

Vediamo nel dettaglio da cosa dipende questa cifra, come si costruisce il costo reale mese per mese, e come si confronta con l'alternativa di una casa di riposo o RSA.

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Il minimo sindacale 2026: quanto prevede il CCNL Lavoro Domestico

Dal 1° gennaio 2026 sono in vigore i nuovi minimi retributivi per colf, badanti e baby-sitter, aggiornati dalla Commissione Nazionale del CCNL Lavoro Domestico presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L'aggiornamento tiene conto sia dell'aumento contrattuale previsto dal rinnovo dell'ottobre 2025, sia della rivalutazione ISTAT legata al costo della vita.

Per i lavoratori conviventi, i minimi mensili 2026 sono i seguenti:

LivelloChi assisteMinimo mensile convivente 2026
A Collaborazione generica € 908,10
AS Collaborazione con responsabilità € 958,55
B Persona autosufficiente, mansioni semplici € 985,16
BS Persona autosufficiente € 1.053,39
C Persona parzialmente non autosufficiente € 1.123,63
CS Persona non autosufficiente (il livello più comune per anziani) € 1.193,84
D Persona non autosufficiente, funzioni di coordinamento € 1.404,51
DS Persona non autosufficiente, con qualifica OSS o equivalente € 1.474,73

Per i lavoratori non conviventi (badante a ore), i minimi orari 2026 sono:

LivelloMinimo orario 2026
A € 6,51
AS € 6,76
B € 7,01
BS € 7,45
C € 7,86
CS € 8,30
D € 9,57
DS € 9,97

Questi sono minimi contrattuali: la retribuzione effettiva può essere superiore, in base a superminimi, esperienza e trattative individuali.

Dallo stipendio al costo reale: cosa si aggiunge

Lo stipendio in busta paga non è l'unico costo che una famiglia sostiene. Il costo totale mensile per una badante convivente include:

  • Retribuzione base secondo il livello CCNL (vedi tabella sopra)
  • Contributi INPS, a carico del datore di lavoro domestico
  • Indennità di vitto e alloggio, se la badante non ne usufruisce direttamente in casa
  • Ratei di tredicesima e ferie (26 giorni lavorativi annui per i conviventi)
  • TFR (Trattamento di Fine Rapporto), accantonato mensilmente e liquidato alla cessazione del rapporto
  • Eventuali indennità aggiuntive, ad esempio per l'assistenza notturna o per l'assistenza contemporanea a più persone non autosufficienti

Sommando queste voci, per una badante convivente di livello CS il costo totale mensile realistico si colloca generalmente tra 1.500 € e 2.000 €, e il costo annuo complessivo (tredicesima e TFR inclusi) può avvicinarsi ai 19.000-20.000 €.

Nota bene: se l'assunzione avviene tramite un'agenzia specializzata invece che direttamente, a questi importi si aggiunge un costo di intermediazione/gestione, a fronte del vantaggio di avere supporto contrattuale e sostituzioni garantite in caso di assenza della badante.

Le differenze di costo tra Nord, Centro e Sud Italia

Il minimo sindacale stabilito dal CCNL è identico su tutto il territorio nazionale: non esiste una tabella regionale differenziata. Quello che cambia da zona a zona è il compenso effettivo pattuito, influenzato dalla domanda locale e dal costo della vita:

  • Nord Italia: nelle grandi città come Milano, Torino e Bologna, dove la domanda di assistenza è alta, i compensi reali tendono a superare il minimo contrattuale, in alcuni casi anche del 15-25%.
  • Centro Italia: i compensi si mantengono generalmente vicini ai minimi contrattuali, con lievi incrementi nelle aree metropolitane.
  • Sud Italia e isole: i compensi reali sono spesso allineati al minimo contrattuale o solo leggermente superiori; in queste aree è anche più diffuso il lavoro non regolarizzato, un fenomeno che espone la famiglia a sanzioni e che sconsigliamo sempre.

In sintesi: il livello di inquadramento (BS, CS, DS) incide sul costo più della zona geografica, ma a parità di livello, una badante convivente a Milano o Torino tende a costare di più di una a Palermo o Bari.

Badante convivente vs casa di riposo o RSA: confronto dei costi

Molte famiglie si trovano a confrontare il costo di una badante convivente con quello di una struttura residenziale. Ecco un confronto orientativo:

SoluzioneCosto mensile indicativo 2026
Badante convivente (livello CS, costo totale) € 1.500 – 2.000
Badante non convivente (part-time, alcune ore al giorno) Variabile, in base alle ore richieste
Casa di riposo / RSA € 1.800 – 4.500

La badante convivente permette all'anziano di restare nella propria abitazione, ma richiede alla famiglia di gestire un rapporto di lavoro con tutti i relativi obblighi (contratto, contributi, sostituzioni in caso di ferie o malattia). La RSA garantisce invece assistenza sanitaria continuativa e organizzata, a un costo mediamente più alto, ma senza gli oneri amministrativi di un datore di lavoro domestico.

Per un approfondimento dedicato, leggi la nostra guida "Badante vs RSA vs casa di riposo: guida al confronto".

Come ridurre il costo: bonus e agevolazioni disponibili nel 2026

Diverse misure possono alleggerire il peso economico dell'assistenza domiciliare:

  • Bonus anziani INPS (850 €/mese): prestazione sperimentale attiva fino al 31 dicembre 2026, destinata a chi ha compiuto 80 anni, si trova in una condizione di non autosufficienza gravissima e ha un ISEE sociosanitario pari o inferiore a 6.000 €.
  • Detrazione fiscale del 19% sulle spese sostenute per l'assistenza, se la persona assistita è riconosciuta non autosufficiente.
  • Deduzione dei contributi previdenziali versati per la badante, entro i limiti previsti dalla normativa fiscale.
  • Bonus regionali per assistenti familiari, attivi in diverse Regioni (ad esempio in Liguria e Lombardia), con importi e requisiti ISEE specifici per ciascun territorio.

I requisiti e gli importi di questi aiuti possono cambiare: verifica sempre le condizioni aggiornate su INPS.it o presso il tuo Comune/Regione.

FAQ: Domande frequenti

Quanto costa una badante convivente al mese nel 2026?

Il minimo contrattuale per il livello CS (persona non autosufficiente) è di circa 1.193 € al mese. Il costo totale reale per la famiglia, includendo contributi, vitto e alloggio, ferie e TFR, si aggira generalmente tra 1.500 € e 2.000 € al mese.

Il costo di una badante cambia da regione a regione?

Il minimo sindacale è uguale in tutta Italia. Cambia invece il compenso effettivo pattuito: nelle grandi città del Nord i compensi reali sono spesso più alti rispetto al Centro-Sud, per via della maggiore domanda di assistenza.

Qual è la differenza tra badante convivente e badante a ore?

La badante convivente vive in casa con l'assistito, lavora fino a 54 ore settimanali e riceve vitto e alloggio oltre allo stipendio. La badante a ore lavora un numero di ore concordato, senza vivere presso l'abitazione, ed è retribuita con una paga oraria.

Chi paga la badante se la pensione dell'anziano non basta?

Oltre alla pensione, la famiglia può contare su misure come il bonus anziani INPS da 850 €/mese (per chi ha più di 80 anni e specifici requisiti), l'indennità di accompagnamento, eventuali bonus regionali e le detrazioni fiscali sulle spese sostenute.

Conviene di più una badante convivente o una RSA?

Dipende dalle condizioni di salute dell'anziano e dalle esigenze della famiglia. La badante convivente costa generalmente meno e permette di restare a casa, ma richiede alla famiglia di gestire un rapporto di lavoro. La RSA offre assistenza sanitaria continuativa organizzata, a un costo mediamente più alto.

Cosa succede se assumo una badante senza contratto regolare?

Il lavoro irregolare espone la famiglia a sanzioni economiche e a responsabilità civile e penale in caso di infortuni, oltre a privare la lavoratrice o il lavoratore dei diritti contrattuali (contributi, ferie, TFR). È sempre consigliabile assumere secondo il CCNL Lavoro Domestico.

 

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