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Assistenza domiciliare > restare a casa in sicurezza
Assumere una badante o un assistente familiare rappresenta un impegno economico importante per moltissime famiglie italiane. Ciò che spesso si scopre solo in fase di dichiarazione dei redditi è che il sistema fiscale italiano prevede due agevolazioni distinte e cumulabili per alleggerire questa spesa: una detrazione IRPEF sul compenso pagato alla badante e una deduzione sui contributi INPS versati. Vediamo nel dettaglio come funzionano, chi ne ha diritto e come non perdere nulla in dichiarazione.
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Nel modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025) le famiglie che sostengono spese di assistenza domiciliare possono beneficiare di:
Le due agevolazioni sono cumulabili: sommate, possono portare a un risparmio fiscale complessivo di quasi 1.000 € l'anno per chi rispetta tutti i requisiti.
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Si tratta di due meccanismi diversi, spesso confusi tra loro:
Questa agevolazione, prevista dall'articolo 15, comma 1, lettera i-septies del TUIR, riguarda esclusivamente il compenso pagato a un addetto all'assistenza personale (tipicamente una badante inquadrata a livello CS o DS del CCNL) di una persona non autosufficiente negli atti della vita quotidiana.
Requisiti principali:
Importi: la detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, calcolata su un importo massimo di 2.100 € all'anno per persona assistita. Il risparmio fiscale massimo ottenibile è quindi di 399 € l'anno. Il tetto di 2.100 € è riferito alla singola persona non autosufficiente, non al numero di familiari che partecipano alla spesa: se, ad esempio, due figli si dividono le spese della badante della madre, la somma delle loro detrazioni non può comunque superare 2.100 € complessivi.
La detrazione spetta anche se l'assistito percepisce già l'indennità di accompagnamento INPS, ed è riconosciuta anche per l'assistenza a familiari non conviventi e non fiscalmente a carico.
Questa seconda agevolazione, disciplinata dall'articolo 10, comma 2 del TUIR, riguarda i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all'INPS per qualsiasi collaboratore domestico — badante, colf o baby-sitter — indipendentemente dal fatto che la persona assistita sia o meno non autosufficiente.
Caratteristiche principali:
Una famiglia che nel corso dell'anno ha pagato 5.000 € di stipendio a una badante che assiste un familiare non autosufficiente, versando inoltre 1.800 € di contributi INPS, con un reddito complessivo sotto i 40.000 €, può ottenere:
| Agevolazione | Sezione modello 730 | Codice/Rigo |
|---|---|---|
| Detrazione 19% stipendio badante | Quadro E, Sezione I | Righi E8-E10, Codice 15 ("Spese per addetti all'assistenza personale") |
| Deduzione contributi INPS | Quadro E, Sezione II | Rigo E23 |
Attenzione: nel 730 precompilato dell'Agenzia delle Entrate queste spese non vengono inserite automaticamente. Vanno aggiunte manualmente, con l'aiuto di un CAF o di un commercialista se non si è sicuri della compilazione.
È buona norma conservare questa documentazione per almeno 5 anni, poiché l'Agenzia delle Entrate può richiederla in caso di controllo formale.
Queste agevolazioni fiscali si possono affiancare ad altre misure di sostegno già esistenti, tra cui l'indennità di accompagnamento INPS (che nel 2026 ammonta a circa 552 € al mese per gli invalidi civili totali non autosufficienti, indipendentemente dal reddito) e, dove disponibili, i bonus regionali o comunali per l'assistenza domiciliare.
Sì, le due agevolazioni sono cumulabili perché riguardano voci di spesa diverse: la detrazione si applica allo stipendio pagato per l'assistenza a una persona non autosufficiente, la deduzione ai contributi INPS versati per qualsiasi collaboratore domestico.
Perdi il diritto alla detrazione del 19% sullo stipendio della badante, ma mantieni comunque il diritto alla deduzione dei contributi INPS, che non ha alcun limite di reddito.
No. Il limite di 2.100 € è riferito alla singola persona non autosufficiente assistita, non al numero di contribuenti che partecipano alla spesa. Se più familiari si dividono il costo, la somma delle loro detrazioni non può comunque superare questo tetto complessivo.
Sì, per la sola detrazione del 19% è necessaria una documentazione medica che attesti lo stato di non autosufficienza della persona assistita. Non è invece richiesta per la deduzione dei contributi INPS.
Sì, la detrazione spetta anche per spese sostenute a favore di familiari non conviventi e non fiscalmente a carico, purché la persona sia certificata come non autosufficiente e il reddito di chi richiede la detrazione rispetti il limite previsto.
Solo la parte pagata con strumenti tracciabili dà diritto alla detrazione del 19%: la quota versata in contanti non è ammessa, anche se accompagnata da firma sulla busta paga.
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