Detrazioni fiscali per spese di assistenza domiciliare: guida 2026


Accueil > Assistenza domiciliare > restare a casa in sicurezza

Assumere una badante o un assistente familiare rappresenta un impegno economico importante per moltissime famiglie italiane. Ciò che spesso si scopre solo in fase di dichiarazione dei redditi è che il sistema fiscale italiano prevede due agevolazioni distinte e cumulabili per alleggerire questa spesa: una detrazione IRPEF sul compenso pagato alla badante e una deduzione sui contributi INPS versati. Vediamo nel dettaglio come funzionano, chi ne ha diritto e come non perdere nulla in dichiarazione.

Le agevolazioni disponibili: la risposta in breve

Trova una casa di riposo ogni zona d'Italia

Nel modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025) le famiglie che sostengono spese di assistenza domiciliare possono beneficiare di:

  • una detrazione IRPEF del 19% sul compenso pagato per l'assistenza a una persona non autosufficiente, calcolata su una spesa massima di 2.100 € all'anno (risparmio massimo: 399 €), riservata a chi ha un reddito complessivo non superiore a 40.000 €;
  • una deduzione dei contributi INPS versati per qualsiasi collaboratore domestico (badante, colf, baby-sitter), fino a un massimo di 1.549,37 € all'anno, senza alcun requisito di non autosufficienza né limite di reddito.

Le due agevolazioni sono cumulabili: sommate, possono portare a un risparmio fiscale complessivo di quasi 1.000 € l'anno per chi rispetta tutti i requisiti.

Detrazione o deduzione: qual è la differenza

Elenco di case di riposo e RSA in Italia

Si tratta di due meccanismi diversi, spesso confusi tra loro:

  • la detrazione è uno sconto diretto sull'imposta (IRPEF) già calcolata: si sottrae direttamente dalle tasse da pagare;
  • la deduzione riduce invece il reddito complessivo su cui viene calcolata l'imposta, prima del calcolo dell'IRPEF: il risparmio effettivo dipende quindi dall'aliquota fiscale applicata al proprio reddito.

La detrazione del 19% per l'assistenza a persone non autosufficienti

Questa agevolazione, prevista dall'articolo 15, comma 1, lettera i-septies del TUIR, riguarda esclusivamente il compenso pagato a un addetto all'assistenza personale (tipicamente una badante inquadrata a livello CS o DS del CCNL) di una persona non autosufficiente negli atti della vita quotidiana.

Requisiti principali:

  • la persona assistita deve essere certificata come non autosufficiente da una documentazione medica (non basta l'età avanzata)
  • il reddito complessivo di chi presenta la dichiarazione non deve superare i 40.000 € (nel calcolo rientra anche l'eventuale reddito da cedolare secca)
  • i pagamenti devono essere effettuati con strumenti tracciabili (bonifico, assegno): i pagamenti in contanti fanno perdere il diritto alla detrazione, anche se accompagnati da firma sulla busta paga
  • la badante deve essere assunta con un regolare contratto di lavoro domestico

Importi: la detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, calcolata su un importo massimo di 2.100 € all'anno per persona assistita. Il risparmio fiscale massimo ottenibile è quindi di 399 € l'anno. Il tetto di 2.100 € è riferito alla singola persona non autosufficiente, non al numero di familiari che partecipano alla spesa: se, ad esempio, due figli si dividono le spese della badante della madre, la somma delle loro detrazioni non può comunque superare 2.100 € complessivi.

La detrazione spetta anche se l'assistito percepisce già l'indennità di accompagnamento INPS, ed è riconosciuta anche per l'assistenza a familiari non conviventi e non fiscalmente a carico.

La deduzione dei contributi INPS

Questa seconda agevolazione, disciplinata dall'articolo 10, comma 2 del TUIR, riguarda i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all'INPS per qualsiasi collaboratore domestico — badante, colf o baby-sitter — indipendentemente dal fatto che la persona assistita sia o meno non autosufficiente.

Caratteristiche principali:

  • nessun requisito di non autosufficienza della persona assistita
  • nessun limite di reddito per chi richiede la deduzione
  • è deducibile solo la quota di contributi a carico del datore di lavoro (non quella trattenuta al lavoratore)
  • importo massimo deducibile: 1.549,37 € all'anno
  • si applica il principio di cassa: contano i contributi effettivamente versati nell'anno d'imposta, indipendentemente dal trimestre di competenza

Esempio pratico di calcolo

Una famiglia che nel corso dell'anno ha pagato 5.000 € di stipendio a una badante che assiste un familiare non autosufficiente, versando inoltre 1.800 € di contributi INPS, con un reddito complessivo sotto i 40.000 €, può ottenere:

  • 399 € di detrazione diretta (19% calcolato sul tetto di 2.100 €, anche se la spesa reale è stata di 5.000 €)
  • una deduzione di 1.549,37 € dal reddito complessivo (il limite massimo, dato che i contributi versati superano questa soglia), con un risparmio fiscale effettivo variabile in base alla propria aliquota IRPEF

Dove inserire le spese nel modello 730/2026

AgevolazioneSezione modello 730Codice/Rigo
Detrazione 19% stipendio badante Quadro E, Sezione I Righi E8-E10, Codice 15 ("Spese per addetti all'assistenza personale")
Deduzione contributi INPS Quadro E, Sezione II Rigo E23

Attenzione: nel 730 precompilato dell'Agenzia delle Entrate queste spese non vengono inserite automaticamente. Vanno aggiunte manualmente, con l'aiuto di un CAF o di un commercialista se non si è sicuri della compilazione.

Documenti da conservare

  • contratto di lavoro domestico regolarmente registrato
  • certificazione medica che attesti la non autosufficienza della persona assistita (per la sola detrazione del 19%)
  • ricevute di pagamento dello stipendio, con evidenza del metodo tracciabile utilizzato
  • ricevute dei versamenti dei contributi INPS (bollettini PagoPA)
  • buste paga
  • codice fiscale della persona assistita, se diversa dal contribuente

È buona norma conservare questa documentazione per almeno 5 anni, poiché l'Agenzia delle Entrate può richiederla in caso di controllo formale.

Errori più comuni da evitare

  • Pagare lo stipendio in contanti: fa perdere il diritto alla detrazione del 19% per l'intero importo pagato senza tracciabilità, anche se la busta paga è firmata regolarmente.
  • Confondere detrazione e deduzione: sono due agevolazioni diverse, con regole, righi e limiti differenti, ma possono essere richieste entrambe insieme.
  • Dimenticare il limite di reddito di 40.000 € per la sola detrazione del 19%: se il reddito complessivo lo supera (incluso l'eventuale reddito da cedolare secca), la detrazione non spetta, ma resta comunque valida la deduzione dei contributi INPS, che non ha limiti di reddito.
  • Assumere senza contratto regolare: entrambe le agevolazioni spettano solo per rapporti di lavoro domestico regolarmente costituiti, con contributi versati all'INPS.

Altri aiuti economici cumulabili

Queste agevolazioni fiscali si possono affiancare ad altre misure di sostegno già esistenti, tra cui l'indennità di accompagnamento INPS (che nel 2026 ammonta a circa 552 € al mese per gli invalidi civili totali non autosufficienti, indipendentemente dal reddito) e, dove disponibili, i bonus regionali o comunali per l'assistenza domiciliare.

FAQ: Domande frequenti

Posso ottenere sia la detrazione del 19% sia la deduzione dei contributi INPS?

Sì, le due agevolazioni sono cumulabili perché riguardano voci di spesa diverse: la detrazione si applica allo stipendio pagato per l'assistenza a una persona non autosufficiente, la deduzione ai contributi INPS versati per qualsiasi collaboratore domestico.

Cosa succede se il mio reddito supera i 40.000 euro?

Perdi il diritto alla detrazione del 19% sullo stipendio della badante, ma mantieni comunque il diritto alla deduzione dei contributi INPS, che non ha alcun limite di reddito.

Il tetto di 2.100 euro raddoppia se più familiari contribuiscono alla spesa?

No. Il limite di 2.100 € è riferito alla singola persona non autosufficiente assistita, non al numero di contribuenti che partecipano alla spesa. Se più familiari si dividono il costo, la somma delle loro detrazioni non può comunque superare questo tetto complessivo.

Serve una certificazione medica per ottenere la detrazione?

Sì, per la sola detrazione del 19% è necessaria una documentazione medica che attesti lo stato di non autosufficienza della persona assistita. Non è invece richiesta per la deduzione dei contributi INPS.

Posso avere la detrazione anche se pago l'assistenza per un familiare non convivente?

Sì, la detrazione spetta anche per spese sostenute a favore di familiari non conviventi e non fiscalmente a carico, purché la persona sia certificata come non autosufficiente e il reddito di chi richiede la detrazione rispetti il limite previsto.

Cosa devo fare se pago la badante in parte in contanti e in parte con bonifico?

Solo la parte pagata con strumenti tracciabili dà diritto alla detrazione del 19%: la quota versata in contanti non è ammessa, anche se accompagnata da firma sulla busta paga.

Ricerca casa di riposo per regione

Casa di riposo in Abruzzo Casa di riposo in Basilicata Casa di riposo in Campania
Casa di riposo in Calabria Casa di riposo in Emilia-Romagna Casa di riposo in Friuli Venezia Giulia
Casa di riposo nel Lazio Casa di riposo in Liguria Casa di riposo in Lombardia
Casa di riposo nelle Marche Casa di riposo in Molise Casa di riposo in Piemonte
Casa di riposo in Puglia Casa di riposo in Sardegna Casa di riposo in Sicilia
Casa di riposo in Toscana Casa di riposo in Trentino-Alto Adige Casa di riposo in Umbria
Casa di riposo in Valle d'Aosta Casa di riposo in Veneto Tutte le case di riposo in Italia

State cercando una casa di riposo per voi o per i vostri cari?

Quale tipo di casa di riposo stai cercando ?
In quale zona ?
Quale è la tua urgenza?
Riferimenti per ricevere la selezione di residenze adatte:
Newsletter / Ricevere mensilmente notizie sugli anziani
Close

Trova un alloggio adeguato per i tuoi anziani