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La scelta tra badante convivente, a ore o notturna dipende soprattutto dal livello di autonomia dell'anziano e dal momento della giornata in cui serve più supporto. In sintesi: la badante convivente è la soluzione più completa, adatta a persone non autosufficienti che hanno bisogno di presenza continuativa giorno e notte; la badante a ore è indicata quando serve supporto solo in alcune fasce orarie (es. mattina, pasti, igiene) e la famiglia o altri caregiver coprono il resto della giornata; la badante notturna si affianca a una badante diurna o ai familiari quando il problema principale riguarda la notte: risvegli frequenti, disorientamento, rischio di cadute o necessità di essere accompagnati in bagno.
Quale badante scegliere: la risposta in breveLa scelta tra badante convivente, a ore o notturna dipende soprattutto dal livello di autonomia dell'anziano e dal momento della giornata in cui serve più supporto. In sintesi:
Vediamo nel dettaglio costi tipici, differenze contrattuali e come orientarsi in base alla situazione reale dell'anziano.
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La badante convivente vive nell'abitazione dell'assistito e lavora fino a 54 ore settimanali, ricevendo vitto e alloggio oltre allo stipendio. È la soluzione scelta quando serve una presenza stabile durante tutta la giornata: igiene, mobilizzazione, pasti, supervisione continua.
Costo tipico 2026 (livello CS, persona non autosufficiente): stipendio minimo contrattuale di circa 1.193 € al mese; il costo totale reale per la famiglia, includendo contributi INPS, vitto e alloggio, ferie, tredicesima e TFR, si colloca generalmente tra 1.500 € e 2.000 € al mese.
Quando è la scelta più adatta:
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La badante a ore lavora un numero di ore concordato, da poche ore al giorno fino a un tempo pieno di 40 ore settimanali, senza vivere presso l'abitazione dell'assistito. È retribuita con una paga oraria stabilita dal CCNL in base al livello di inquadramento.
Costo tipico 2026 (livello CS): paga oraria minima di circa 8,30 € l'ora. Per una copertura ampia, ad esempio 40 ore settimanali, il costo totale mensile (comprensivo di contributi, ferie e tredicesima) può arrivare a circa 1.900-1.960 € una cifra vicina o talvolta superiore a quella di una badante convivente, perché mancano i benefici in natura (vitto e alloggio) che in parte compensano lo stipendio della convivente.
Quando è la scelta più adatta:
Attenzione: se il fabbisogno di ore settimanali si avvicina a una copertura quasi totale della giornata, conviene confrontare bene i costi con quelli di una badante convivente, perché spesso la soluzione a ore diventa più cara a parità di copertura oraria.
La badante notturna copre la fascia oraria dalle 21:00/20:00 alle 8:00 del mattino. Il CCNL distingue due tipologie di contratto, con un impatto molto diverso sul costo:
Costo tipico 2026: il costo totale mensile indicativo per la sola presenza notturna si aggira intorno a 1.280-1.300 €; per l'assistenza notturna attiva il costo totale mensile indicativo sale a circa 1.950-2.000 €, per via del maggior carico di lavoro effettivo e del livello di inquadramento più elevato.
Quando è la scelta più adatta:
Scegliere "presenza" quando in realtà servirebbe "assistenza attiva" (per risparmiare) è un errore frequente: se gli interventi notturni sono frequenti, la soluzione più economica rischia di non reggere nel tempo, sia per il carico sulla badante sia per la reale copertura del bisogno.
| Soluzione | Copertura oraria | Costo totale mensile indicativo 2026* | Ideale per |
|---|---|---|---|
| Badante convivente (CS) | Fino a 54 ore/settimana, giorno | € 1.500 – 2.000 | Non autosufficienza, presenza continua diurna |
| Badante a ore (CS, 40h/sett.) | Fasce orarie concordate | € 1.900 – 1.960 | Supporto parziale, autonomia residua |
| Presenza notturna | 21:00/20:00 – 8:00, interventi occasionali | € 1.280 – 1.300 | Sorveglianza notturna leggera |
| Assistenza notturna attiva | 21:00/20:00 – 8:00, interventi frequenti | € 1.950 – 2.000 | Bisogni notturni frequenti o complessi |
*Costo totale = stipendio + contributi INPS + ferie + tredicesima + TFR (e vitto/alloggio dove previsto). I valori sono stime indicative basate sui minimi contrattuali CCNL 2026 per il livello CS; possono variare in base a superminimi, indennità specifiche e accordi individuali.
Il criterio più affidabile per orientarsi non è solo il budget, ma il livello di autonomia residua della persona da assistere:
Nei casi più complessi, è frequente combinare più soluzioni: ad esempio una badante convivente di giorno e un contratto di presenza o assistenza notturna per la notte, oppure una badante a ore affiancata dai familiari.
La convivente vive in casa con l'assistito, lavora fino a 54 ore settimanali e riceve vitto e alloggio oltre allo stipendio. La badante a ore lavora un numero di ore concordato, senza vivere presso l'abitazione, con una paga oraria stabilita dal CCNL.
Sì. Se il numero di ore settimanali richieste è molto alto (ad esempio 40 ore), il costo totale mensile di una badante a ore può avvicinarsi o superare quello di una convivente, perché mancano i benefici in natura (vitto e alloggio) che in parte compensano lo stipendio della convivente.
Nella presenza notturna la badante dorme in una stanza separata ed è disponibile solo per interventi occasionali. Nell'assistenza notturna deve restare sveglia tutta la notte perché l'assistito ha bisogno di cure continue. Il costo dell'assistenza notturna attiva è significativamente più alto.
Il contratto di badante convivente diurna non copre automaticamente la notte con lo stesso monte ore: se serve una presenza o un'assistenza notturna regolare, va stipulato un contratto specifico (presenza o assistenza notturna), separato o combinato con quello diurno.
Il criterio principale è il livello di autonomia dell'anziano: se ha bisogno di supporto solo in alcune fasce orarie e il resto della giornata è coperto da altri, la badante a ore è sufficiente. Se ha bisogno di assistenza continuativa durante tutta la giornata, la badante convivente è generalmente la soluzione più sostenibile, anche dal punto di vista dei costi.
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